TEMPO MALATO - ROMANZO NARRANTE SULLA STORIA DEI TEMPI NEL TEMPO
Presentazione .Nome: Giovanni Maffeo
Poetanarratore.
In questa mia narrativa dei miei pensieri ,dell’umana gente. La poesia trionfa nella travagliata e meravigliosa vita. Con molti anni alle mie spalle apro i miei occhi al mondo, nell’anima mia, al mio fiorito luogo natale . tra colli e mare incomincio a meditare ,un fraseggio del mio immaginario di poeta narratore. Racconto a voi a tutte le genti :dialoghi ,storie di me; della mia gente, del mio stato d’animo, del mio pensiero ,passando ad allargare lo spazio della natura ,come della storia ,cercando con ansia cosmica le vie del cielo risalendo con spirito d’umana virtù .non solo ai primi abitatori della terra che le leggende e le favole ricordano. Oggi che viviamo nel ventesimo secolo dove tutto è superato ,rimane il pensiero della gente, “la poesia” la narrativa .
PRIMA DI COMINCIARE LA NAZZAZIONE - -DO' SIGNIFICATI DELLE DIVERSE FASI DELL'ESISTENZA UMANA .
LE FASI DELLA VITA UMANA .
Nella vita ci sono periodi di fasi diversi .
TUTTO QUESTO PER DIRVI : che nel corso della vita ,delle varie epoche ci sono delle fasi di vita diverse ,di eventi diversi, A secondo uno come la vive e come le evolve con la sua fisicità e volontà ;fasi in cui la volontà porta allo studio , al lavoro , alla saggezza ,al relaziona mento sociale ove qui si esibisce il risultato preparatorio ,del compimento ad un concetto logico e analitico ove la mente elabora l'apprendimento .
Per creare e procreare per unire e elaborare ,per lasciare un frutto dell'esperienza avuta , un risultato ove ognuno al termine dei suoi anni lascia qualcosa :
figli , nipoti , lascia tracce di se ,di ciò che ha creato ; da parte mia lascio lo studio della genealogia ove con essa ho costruito l'insieme di una stirpe dall'origine del mio casato ; lascio le mie liriche ,le mie narrazioni , i vari temi ove il mio pensiero mi ha permesso di scrivere e trasmettere ai futuri .
Lascio la bellezza della saggezza ,quella con cui attraverso le parole ho dettato l'amore , un bene prezioso ove coinvolge chi legge e fa riflettere alla scettica vita , al falso buonismo ove si corregge col reale e affronti la vita con energia e verità sincera ; a un dettato semplice che anche con la sola autodidatta si può ottenere un risultato espletato a secondo delle epoche .
Poche sempre più in evoluzione : quella manuale, ove si zappava la terra con le vanghe al chiarore della luna , quella meccanica ove l'uomo poteva intervenire senza avere bisogno di un tecnico , quella elettronica ove qui si richiede un studio approfondito ,quella mediatica dove attraverso un compiuter si può spaziare nel nostro mondo-LA TERRA -
IL TEMPO, NEI SECOLI DEI SECOLI HA PRODOTTO E RINNOVATO LA VITA DEGLI UOMINI .
Quantità e qualità del tempo
Sul piano filosofico, si possono rilevare due modi diversi di considerare il tempo: nell'antica Grecia si distingueva il suo aspetto quantitativo, inteso come misurazione matematica, denominato chrònos, dal tempo qualitativo o kairós, associato cioè ad un determinato valore o archetipo.
«Il tempo non possiede soltanto una quantità, ma anche una qualità. Oggi però quasi nessuno riesce a farsi un'idea seppur vaga della qualità del tempo. Nei tempi passati avveniva esattamente l'opposto. Allora si considerava in prima istanza la qualità del tempo e si tralasciava piuttosto la sua quantità. La qualità del tempo non ha niente a che vedere con la durata, ma afferma che ogni punto del tempo, o sezione del tempo (può essere un'ora, un secondo o un decennio), possiede una determinata qualità, che consente che emergano solo quei fatti che sono adeguati a questa qualità. Espresso in altri termini, questo significa che in quel determinato momento possono realizzarsi soltanto quei fatti i cui contenuti qualitativi corrispondono alla rispettiva qualità del tempo.»
Questa concezione qualitativa consentiva una comprensione del tempo basata sul principio di analogia, cioè sulla somiglianza analogica tra un determinato periodo di tempo ed un modello di riferimento, grazie al quale poterlo interpretare. La capacità di associare il tempo ad una precisa qualità, su cui si fondavano antiche scienze sapienziali come l'astrologia, la magia, la medicina, era attribuita soprattutto ai sapienti e ai sacerdoti, ritenuti in grado di leggere i segni dei tempi.
Essi si basavano ad esempio sull'esame delle viscere animali, sul volo degli uccelli, o sulla posizione dei pianeti in un dato momento: associando le informazioni ottenute ai principi corrispondenti, si ricavava l'oroscopo, che significa propriamente «guardare nell'ora». Un'eredità di questa attribuzione analogica la si può ritrovare nell'odierna denominazione dei giorni della settimana, ognuno dei quali era associato, in base alla sua specifica qualità temporale, a un diverso pianeta: il principio della Luna, ad esempio, espressione del lato materno e inconscio della realtà,al lunedì, quello di Marte col suo spirito guerriero al martedì,e via dicendo.
Poiché la corrispondenza astrologica tra macrocosmo e microcosmo valeva anche sul piano temporale, ogni istante poteva contenere e riassumere in sé l'eternità intera; soprattutto il momento iniziale di un accadimento era considerato il più importante, come un seme contenente in sé l'intera pianta. Da qui la consapevolezza di dover cominciare un'attività nel momento opportuno (kairos), ossia corrispondente alla qualità del risultato che si desiderava ottenere, come una vittoria militare, la buona riuscita di un matrimonio, il successo di un'impresa economica. L'abitudine di consultare gli astri prima di iniziare un'attività divenne prevalente soprattutto nel Rinascimento.
Affresco di Raffaello nelle Stanze Vaticane, che rappresenta l'oroscopo di Giulio II al momento della sua elezione al soglio pontificio, ovvero il «tempo qualitativo» di questo avvenimento, tradotto in forme simboliche e mitologiche.
Un corrispettivo odierno del termine kairos, utilizzato nell'ambito della psicologia analitica, è quello di sincronicità, con cui Jung designava la reciproca influenza o interazione tra due eventi, che non è da intendere in senso causale, né come un agire materialmente dell'uno sull'altro, ma è dovuta al fatto che entrambi hanno avuto origine da uno stesso contesto, o sono stati sintonizzati su una stessa lunghezza d'onda.
Per spiegare i fenomeni di risonanza o di vibrazione all'unisono, Rupert Sheldrake ha formulato la teoria del «campo morfico», ossia di uno spazio e di un tempo dotati di una specifica frequenza vibratoria, in grado di influenzare gli esseri viventi determinandone la forma e il comportamento, in una maniera non riconducibile ad un mero meccanicismo.Analoghe interpretazioni sono state proposte riguardo al paradosso della fisica quantistica noto come entanglement.
Mentre il tempo qualitativo risulta dunque legato all'esperienza, nel tentativo di comprenderla e interpretarla, quello quantitativo risponde invece alla necessità di ottimizzare il tempo a disposizione, e dipende generalmente dall'organizzazione economica: astratto e frazionabile, viene visto come un'entità lineare e misurabile, mentre quello qualitativo, essendo basato su modelli perenni ed atemporali, tendenti a riproporsi nel corso della storia, è proprio di una visione ciclica. Quest'ultima tuttavia, combinandosi con una prospettiva retta e progressiva della storia, può dare luogo a una spirale. Il tempo può quindi essere concepito secondo tre modelli: ciclico, lineare, a spirale.
La concezione del tempo ciclico
Una rappresentazione dell'Uroboro, il serpente che si morde la coda, simbolo esoterico del tempo ciclico
Il tempo ciclico o concezione circolare vede l'universo come un continuo prodursi e disfarsi, in sequenza eterna ed infinita. Nella civiltà greca (come in quella romana), il tempo è vissuto come ordine misurabile del movimento, ossia come misura del perdurare delle cose mutevoli e come ritmica successione delle fasi in cui si svolge il divenire della natura. In questa cultura, troviamo una visione antropomorfica della mitologia classica e una visione naturalistica della religiosità orfico-misterica. Ne deriva un'elaborazione di teologia della storia su un duplice piano:
l'uno riguardante la struttura della narrazione l'altro concernente la ripetitività degli eventi
Dalla visione antropomorfica della mitologia classica deriva la continuità degli eventi tra la storia degli dèi e quella degli uomini. Tale continuità viene garantita dalla figura dell'eroe prodotta dal connubio tra perfezione e immortalità divina e imperfezione e mortalità umana. La storia degli dèi rispecchia, anticipa e spiega la storia degli uomini, ma viene costruita a partire da quest'ultima.
Dalla visione naturalistica della religiosità orfico-misterica si evince l'idea del ciclo come perenne ritorno in senso naturalistico, dove si stabilisce un'alternanza tra vita e morte, progresso e decadenza, fortuna e disgrazia.
Il tempo, quindi, sempre si ripete e sempre è succube del fato, elemento essenziale di questa concezione temporale. Il tempo non può essere altro che la ruota in cui tutti gli esseri eternamente rinascono, muoiono e si ricompongono allo stato originale, come descrivono le mitologie orientali.
Il tempo ciclico è un concetto cardine della filosofia indiana e della filosofia buddhista, con i concetti di saṃsāra, che solo il nirvana può spezzare, quello di kalachakra e quello dei kalpa o eoni, periodi di miliardi di anni, composti complessivamente di quattro grandi yuga, equivalenti pressappoco alle quattro età evolutive (dell'oro, dell'argento, del bronzo/rame e del ferro) della mitologia greca.
L'idea del tempo ciclico era presente anche nell'antica Persia. Fondata sulla ciclicità delle "ère cosmiche" era pure la concezione del tempo presso le civiltà precolombiane d'America, i Maya, gli Aztechi e le civiltà andine come gli Inca.
Il tempo ciclico nella storia umana
Gli orologi astronomici, con il quadrante dello zodiaco suddiviso in 12 settori, sono un modello di concezione ciclica del tempo.
Lo stesso argomento in dettaglio: Anno platonico, Apocatastasi e Yuga.
Il tempo ciclico nella storia umana, con involuzioni ed evoluzioni, venne anticamente descritto da Polibio, con riferimento ai regimi politici, sulla scia di Platone, che nel suo dialogo Timeo aveva già parlato di un «Grande anno» comprendente dodici ere astrologiche, dopo il quale tutta la volta celeste torna uguale: tornano uguali il giorno e la notte, gli anni solari e lunari e il movimento dei pianeti.
Anche lo stoicismo concepiva un eterno ritorno o apocatastasi dell'universo,[16] il quale dopo un lungo periodo si distrugge a causa di una conflagrazione cosmica o ecpirosi (εκπύρωσις), per tornare a rinascere dal fuoco in una nuova palingenesi, ristabilendosi ogni volta nel suo stato originario.
Il concetto dei "corsi e ricorsi" (e quindi di tempo ciclico) venne poi espresso in età moderna da Giambattista Vico. Esempio di ciclicità vichiana della storia può essere l'alternanza di periodi parlamentari (democrazia greca, repubblica romana, comuni, regni costituzionali, democrazie moderne) e imperiali (i re di Roma, l'Impero romano, le Signorie, il fascismo). Altro esempio, in campo economico, è l'alternanza di periodi di espansione economica e periodi di crisi.
Il tempo ciclico tra scienza e filosofia
La clessidra, simbolo dello scorrere del tempo
Fisica classica
Lo stesso argomento in dettaglio: Meccanica classica ed Entropia.
Da un punto di vista prettamente scientifico, nella logica e nella fisica newtoniana classica, appare privo di fondamento, anche se è da considerare che non sia completamente impossibile a livello teorico, per la legge di Lavoisier che rende eterna la materia e la massa (sebbene non renda eterni i suoi stati di aggregazione); comunque si fanno delle obiezioni alla teoria, per cui sarebbe:
logicamente ascientifico, ovvero si basa su un'induzione che procede dal particolare all'universale: "la maggior parte dei fenomeni naturali procede esclusivamente in maniera ciclica (es. le stagioni, la nascita e morte degli uomini etc.), la storia dell'umanità è un fenomeno naturale, dunque la storia dell'umanità progredisce esclusivamente in maniera ciclica", ed è praticamente lo stesso modo col quale ragiona il tacchino induttivista di Bertrand Russell;
fisicamente ascientifico, in quanto la meccanica statistica di Ludwig Boltzmann dimostra l'irreversibilità dei processi termodinamici, sostenendo che l'entropia nell'universo aumenta progressivamente per quanto riguarda la materia inorganica, mentre nella vita l'entropia progredisce negativamente (negentropia), e da ciò ne consegue che la materia vivente e/o il suo dominio intellettuale (la tecnologia) è predisposta ad avere uno sviluppo progressivo (per quanto complesso e non privo di contraddizioni e reflussi).
Fisica moderna.
Lo stesso argomento in dettaglio: Destino ultimo dell'universo, Universo oscillante, Big Bounce e Cosmologia ciclica conforme.
La fisica quantistica e quella della relatività di Einstein, invece, non escludono completamente una tale ipotesi, pur formulandola a volte come "concezione a spirale", anche se molti scienziati la contestano. Esempio è la concezione del multiverso o la teoria del Big Bounce prevede invece che tutto possa ripartire. Tuttavia, molti pensano che l'universo conosciuto non sia affatto infinito ed eterno, ma che il tempo, almeno dal punto di vista teorico, possa esserlo, essendo una costante fisica, e ripetendosi in istanti "congelati", come è osservabile nel tempo "fermo" dei buchi neri. Il passato e il futuro sarebbero quindi solo mere esperienze sensibili ma non assolute.
Lo stesso argomento in dettaglio: Multiverso.
La teoria del multiverso, nella teoria delle bolle e in quella della teoria delle stringhe, ammette centinaia di migliaia di universi, teoricamente infiniti, con leggi fisiche forse diverse, in cui il tempo possa ripartire.
Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria delle stringhe, Teoria M, Inflazione caotica e Falso vuoto.Alla teoria delle bolle si affianca anche quella delle stringhe, sempre nell'ambito degli universi paralleli ed infiniti, e la teoria collegata dell'universo che rimbalza o "pulsa" (grazie all'energia derivata dalla collisione delle brane e delle stringhe), tra Big Bang e Big Crunch, come nella cosmologia teorica e filosofica degli antichi stoici.
Collegamenti filosofici
Lo stesso argomento in dettaglio: Apocatastasi, Ecpirosi, Eterno ritorno, Palingenesi e Teoria del punto Omega.Tali concetti fisico-cosmologici e matematici, sono paralleli a quelli che, in anticipo alla loro formulazione moderna, filosoficamente furono ripresi anche da Friedrich Nietzsche nell'esposizione della teoria dell'eterno ritorno[19], che prende avvio dall'antica concezione temporale, in particolare da quella di Eraclito, ripresa da molti pensatori successivi (sull'eternità della materia e del tempo si pronunciarono a favore i citati stoici e gli atomisti come Democrito ed Epicuro, oltre a molti illuministi e materialisti). Anche la cosmologia induista e buddhista sono cicliche.
Critiche filosofico-religiose alla teoria del tempo ciclico
Secondo i critici di tale concezione, sostenitori della teoria dell'universo lineare e creato dal nulla (spesso aderenti di religioni monoteistiche, in particolar modo cristiani),[20] ritenendo ogni evento cosmico reversibile per opera del "fato", la concezione ciclica del tempo negherebbe ogni utilità all'agire dell'uomo per produrre un cambiamento nel futuro, deresponsabilizzandolo nei confronti del mondo. L'uomo, essendo per definizione creatore, verrebbe spogliato di ogni sua dignità e ridotto alla stregua di un animale in balia degli eventi naturali, dei bisogni fisici e della gerarchia (chiamata in maniera poetica da Nietzsche Volontà di potenza).
La concezione del tempo lineare
Illustrazione dell'Apocalisse cristiana, che vede lo scontro finale tra le armate celesti e quelle terrene al termine della storia.
Lo stesso argomento in dettaglio: Escatologia e Filosofia della storia.
Nel contesto biblico e coranico è introdotta la concezione di un tempo che procede a senso unico, in cui lo svolgimento storico dell'umanità è irreversibile, proiettato verso un destino ultimo, senza possibilità di ritorno.
Ne consegue una prospettiva escatologica, con una serie di istanze nelle quali le libere decisioni dell'uomo, con il loro apporto di bene e di male, appaiono decisive, perché destinate a rimanere tali per tutta l'eternità, seppure non manchino in taluni autori cristiani, come ad esempio Gregorio di Nissa, riferimenti ad un movimento ciclico della storia, inteso come ritorno dell'anima alla sua condizione di purezza prima della caduta nel peccato.
«Il tempo storico ha per il cristiano un carattere del tutto diverso da quello del ciclo cosmico, dato che la storia ha nella irripetibilità dell'apparizione di Cristo una data centrale. In epoca cristiana l'antica idea della ciclicità della storia del mondo si evolve in quella di una dimensione lineare L'apparizione di Cristo è avvenuta una volta per tutte in modo definitivo; con ciò anche la storia nella quale egli è entrato, è un avvenimento irripetibile.»
(Ernst G. Hoffmann, Platonismo e filosofia cristiana , trad. it., pag. 158, Bologna, Il Mulino, 1967)
Nel complesso, tuttavia, possono essere due i significati prevalenti del tempo storico:
il primo basato su una concezione puramente materialista e meccanicistica degli eventi umani che si svolgerebbero nel flusso teoricamente deterministico del divenire storico;
il secondo evidenzia invece, nell'intero processo temporale, una visione provvidenziale del tempo, che rende possibile l'idea di progresso, in cui Dio agisce a favore dell'uomo, interessandosi a lui per elevarlo e liberarlo sempre più dalle catene del peccato in vista della salvezza finale.
Questo secondo significato, che conduce a concepire il tempo come «storia», e non più come un sussegursi di avvenimenti sempre uguali in analogia al ciclo naturale delle stagioni, fu approfondito in particolare da Sant'Agostino nella sua opera La città di Dio, in cui venne esposta per la prima volta una filosofia della storia.
In essa, secondo Agostino, operano due forze contrapposte, irriducibili l'una all'altra, che determinano dialetticamente le vicende umane, prima del loro esito trascendente. Accenni alla stessa idea lineare della storia come teatro di momenti opportuni, caratteristica di un'attesa messianica con un'apocalisse di Dio fuori dal tempo, sono presenti tra gli altri nel millenarismo di Gioacchino da Fiore, e più recentemente in Martin Heidegger, che all'argomento dedicò Il concetto di tempo.
Secondo Luigi Pareyson lo spiritualismo agostiniano conduce a concludere che memoria e attesa non dipendono da passato e futuro, bensì viceversa che passato e futuro sussistono solo nella memoria e nell'attesa.
La concezione del tempo a spirale
Alternativa alla concezione del tempo come ripetizione, ma anche a quella che vede il tempo come progresso, troviamo la concezione secondo cui il tempo segue determinate fasi per una legge eterna che lo governa e lo governerà necessariamente, ma, tali ripetizioni si differenziano dall'essere cicliche dal momento che si conducono comunque verso un progredire (come dire che il tempo segue dei semicicli progressivi). In questo si ritrova lo schema tesi-antitesi-sintesi di Hegel (quindi anche dell'Hegelismo) e di Marx (quindi anche del Marxismo e del Comunismo). Questa concezione tenta di coniugare il tempo ciclico e il tempo lineare.
La concezione del tempo in senso morale
In senso morale il tempo si può considerare come un costante miglioramento (le "meravigliose sorti e progressive" del pensiero socialista), come un costante peggioramento (fino al giudizio universale, vedi Cristianesimo e Islam), oppure come un'alternanza di periodi in miglioramento e periodi in peggioramento (vedi tempo ciclico, come nella teoria fisica del Big Bounce e nel buddhismo).
Creazione o eternità del mondo?
Lo stesso argomento in dettaglio: Cosmogonia.
Il concetto di creazione non è prerogativa di tutte le religioni. Alcune di esse non ne fanno menzione. Secondo la mitologia greca, per esempio, il mondo è sempre esistito in forma di caos, ovvero in una sorta di disordine primordiale che è poi mutato in cosmo dando origine agli dei. La concezione greca delle origini del mondo, pertanto, non implica la creazione da parte di una divinità.
Già nel De Caelo di Simplicio è presentato un argomento anticreazionista frequente nei filosofi pagani che deducevano la coeternità dell'universo a Dio dal fatto che una creazione temporale del cielo avrebbe negato Dio in quanto motore immobile e anche in quanto causa prima immutabile.
Creazione o evoluzione?
Nell'Ottocento emerse, contrapposta all'idea di creazione, l'ipotesi dell'evoluzione, presupponendo l'una incompatibile con l'altra. Infatti l'evoluzione così concepita implicava lo sviluppo di una caratteristica insita sia negli esseri viventi che negli esseri inanimati, ritenuta indipendente dalla volontà di un'entità soprannaturale. Nel 1950 papa Pio XII, nell’enciclica Humani Generis, precisava che "I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori", come ripreso anche nel Catechismo della Chiesa cattolica (Compendio del 2005, quesiti: ; Adamo ed Eva sono infatti venerati come santi dalla Chiesa cattolica.
Lo storico del cristianesimo Remo Cacitti, in merito alla storicità dei personaggi di Adamo ed Eva e del conseguente peccato originale, evidenzia che la Chiesa "continua a ritenerla centrale nella sua dottrina, come ribadisce anche l'ultimo catechismo, che definisce il peccato originale «un fatto accaduto all'inizio della storia dell'umanità»".
Oggi, in alcune dottrine, come per esempio nell'evoluzionismo teista cattolico, si tende a negare questa contrapposizione. La creazione in senso teologico si riferisce alla volontà ed al potere di Dio, ma ciò non esclude che Dio possa creare utilizzando anche caratteristiche evolutive presenti nelle creature.
Un'ipotesi alternativa di creazione, non incentrata sulle concezioni teleologiche e soteriologiche sostiene che la divinità non esprime alcuna supervisione etica delle modalità evolutive, per cui il fine della creazione non è più coincidente con la nascita della specie umana. Questo pensiero è proprio di concezioni deistiche, secondo cui la divinità non si occupa di etica. Questo concetto si oppone al pensiero delle religioni rivelate.
Questo tipo di impostazione è totalmente differente rispetto a quanto sostenuto da interpretazioni nello stile dell'Intelligent Design, poiché non esprime nessuna teleologia analoga a quella delle interpretazioni classiche. Tale accezione di creazione è dunque in sintonia con il paradigma dell'evoluzionismo; è materia di dibattito se l'Intelligent Design debba o meno essere considerato una forma di Creazionismo.
La creazione secondo le religioni e le culture del mondo
Segue un elenco descrittivo dei principali miti della creazione tramandati da popolazioni di diverse religioni e culture.
Aborigeni australiani
Nella cultura degli aborigeni australiani, la creazione del mondo ha un ruolo importante. Questa risale al Tempo del sogno, in cui gigantesche creature, i totem, attraversarono la Terra cantando di ciò che incontravano nel sogno, rocce, pozze d'acqua, animali, piante, e così facendo portarono questi elementi alla creazione vera e propria.
Ainu
La cosmologia del popolo Ainu era formata da sei paradisi e sei inferni nei quali vivevano divinità, demoni e animali. I demoni si trovavano nel paradiso basso, le divinità minori vivevano tra le nuvole. Nel sommo paradiso viveva Kamui, divinità creatrice, con i suoi servi. Il suo reame era circondato da un resistente muro di metallo, accessibile solo tramite un grande cancello di ferro.
Kamui creò il nostro mondo definendolo come un grande oceano adagiato su di un'enorme trota. Secondo questa tradizione l'esistenza delle maree sarebbe dovuta a questo pesce che di volta in volta succhia o caccia fuori l'acqua del mare. Sempre questo pesce, tramite il suo movimento, sarebbe la causa dei terremoti.Un giorno Kamui osservando dall'alto questo mondo acquatico decise di modificarlo. Così mandò un suo messo che fece emergere delle isole.
Quando gli animali videro quanto fosse bello quel mondo, convinsero Kamui a lasciarli liberi di vivere in quel luogo. Kamui, tuttavia, creò anche molte altre creature. Il primo popolo, gli Ainu, aveva corpi di terra e capelli di erba gallina. Kamui inviò sulla terra, Aioina, l'uomo divino, per insegnare agli Ainu come cacciare e cucinare.
Antico Egitto
Lo stesso argomento in dettaglio: Mitologia_egizia § cosmogonia.
Rappresentazione della cosmogonia egizia in un sarcofago del Terzo periodo intermedio, tra il 1076 e il 944 a.C. Museo Egizio, Torino.Nella mitologia egizia sono riportati tre miti cosmogonici distinti, corrispondenti a tre diversi culti originati dai maggiori centri sacerdotali.
Secondo la teologia eliopolitana, nota attraverso i "testi delle piramidi", al centro del mito della creazione vi è il dio solare Atum. Nato dall'oceano primordiale (Nun), Atum salì su una collina, creò, secondo alcune traduzioni con il suo sperma e secondo altre con la saliva Shu, il vuoto, e la dea Tefnut l'umidità, che a loro volta generarono Geb e Nut, la terra ed il cielo. Da questi ultimi nacquero due coppie di fratelli e sorelle, Osiride, Iside, Seth e Nefti, i quali procrearono l'umanità. L'insieme di queste divinità formò la grande Enneade eliopolitana.
Secondo la dottrina menfita, la creazione del mondo sarebbe opera di Ptah, che con il cuore, sede del pensiero, e con la lingua, la parola donatrice di vita, avrebbe generato otto emanazioni di sé.
La cosmogonia tebana, basata su un'antica leggenda della città di Ashmunein (Ermopoli), narra di una collina di fango emersa dalle acque, originando otto dei primordiali, quattro maschili con testa di rana e quattro femminili con testa di serpente. Queste otto divinità formarono l'Ogdoade ermopolitana. La leggenda passata a Tebe si sarebbe trasformata e gli dei avrebbero creato un uovo, da cui nacque Amon, il dio-sole.
Col tempo, i gruppi rivali si fusero e Ra e Atum furono identificati in una sola divinità. Amon divenne per un certo periodo la somma divinità per poi divenire una manifestazione di Ra. Anche Ra e Horus furono identificati come uno solo quando si tentò, invano, di introdurre il monoteismo.
Apache
Per gli Apache, all'inizio dei tempi non esisteva nulla, ovunque era buio. Improvvisamente emerse, sospeso a mezz'aria, un sottile disco, giallo da un lato, e bianco dall'altro. All'interno sedeva un piccolo uomo barbuto, chiamato, l'Autore, ossia, "Colui che vive al di sopra". Quando guardò nel buio infinito, la luce apparve in alto. Quando guardò in giù, si creò un mare di luce. Quando guardò ad est, creò le strisce gialle dell'alba, mentre ad ovest, tinte di diversi colori apparvero ovunque. Vi erano anche nubi di diversi colori. Creò anche tre altri dei: una piccola ragazza, un Dio Sole e un piccolo ragazzo.
Poi creò i fenomeni celesti, i venti, la Tarantola e la terra, nella forma di una pallina marrone non più grande di un fagiolo, mescolato con il sudore di quattro Dei nelle mani del Creatore. Il mondo fu espanso fino alla sua attuale forma dagli Dei che prendevano a calci la piccola palla marrone. Il Creatore disse al Vento di andare dentro alla sfera e di farla esplodere. Ma la Tarantola, molto scorretta e indisciplinata, intrecciò un filo nero, e, attaccandolo alla sfera, scappò ad est, tirandolo con tutta la sua forza. La Tarantola ripeté quest'azione con un filo blu, tirandolo questa volta verso sud, con un filo giallo verso l'ovest e con un filo bianco verso nord. Con poderosi strattoni in ogni direzione, la sfera si allargò fino ad una grandezza non misurabile, così diventò la Terra! Non vi erano colline, montagne o fiumi, ma solo pianure soffici e prive di alberi. Allora il Creatore creò il resto degli esseri e tante bellezze della Terra che divennero feconde.
Babilonia
Lo stesso argomento in dettaglio: Mitologia sumera e Mitologia babilonese.
Il mito della creazione Babilonese è stato descritto nell'Enûma Elish, di cui esistono diverse copie e versioni, la più antica delle quali è datata, presumibilmente, 1700 a.C. Secondo questa descrizione, il dio Marduk si armò per combattere il mostro marino Tiāmat (Tiāʾmat). Marduk distrusse Tiamat, tagliandola in due parti che divennero la terra e il cielo. Dopo, distrusse anche il marito di Tiamat, Kingu, usando il suo sangue per creare l'umanità.
Bantu
I Bantu descrivono, nei loro miti cosmologici, il demiurgo, ossia un'entità plasmatrice del mondo. Alcuni ritengono anche che in origine la Terra fosse costituita da acqua e oscurità. Mbombo, un gigante bianco, governava un universo caotico. Un giorno sentì un fortissimo dolore allo stomaco, così vomitò il Sole, la Luna e le stelle. Il Sole iniziò a splendere, e l'acqua ad evaporare, formando le nuvole. Gradualmente apparvero colline asciutte. Mbombo vomitò di nuovo e questa volta produsse gli alberi, gli animali, le persone e molte altre cose: la prima donna, il leopardo, l'aquila, l'incudine, la scimmia Fumu, il primo uomo, il firmamento, la medicina e la luce. Nchienge, la donna delle acque, viveva ad Est. Aveva un figlio, Woto, e una figlia, Labama. Woto fu il primo re dei Bakuba.
Bibbia
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della creazione in Genesi.
La Creazione è un elemento fondamentale della fede ebraica e cristiana secondo la quale il mondo e tutti gli esseri animati e inanimati sono stati creati da Dio.
Vi sono due racconti della creazione, corrispondenti grosso modo ai capitoli 1 e 2 della Genesi, il primo, tra i libri che compongono la Bibbia.
La versione biblica della creazione - come successo anche tra il racconto di Noè e l'Epopea di Gilgamesh (poema di Atrahasis) - presenta notevoli paralleli, sia nella storia sia nella terminologia, con il mito della creazione mesopotamico di Enuma Elish - anteriore di alcuni secoli al libro della Genesi - a partire dalle parole iniziali del racconto mesopotamico "Quando «enuma elish», in lingua originale i cieli non erano stati nominati né la terra chiamata col suo nome", mentre una traduzione letterale del primo versetto della Genesi è "Quando Dio iniziò a creare il cielo e la terra, la terra era informe e deserta". Si ritiene che la redazione finale di questi capitoli della Genesi, in particolare la fonte P «Sacerdotale», sia successiva alla conquista babilonese del regno di Giuda.
La Bibbia narra che il mondo fu creato in sette giorni, indicazione interpretata in senso letterale da molti teologi antichi, benché sin da allora studiosi autorevoli lo intendessero come un artificio letterario
Lo stesso argomento in dettaglio: Cronologia biblica.
Creazione di Adamo (da un affresco di Michelangelo)
Secondo il libro della Genesi, Dio preesisteva all'ordine creato. La Genesi riporta il primo atto di Dio verso il mondo che noi conosciamo: "Dio creò..." (Genesi 1,1). Tutta la creazione, dalla luce delle stelle del cielo ai pesci del mare, alla compenetrazione tra polvere e il soffio divino che ha dato vita all'umanità, fu realizzata da Dio per rallegrarsi della bontà meravigliosa della natura e dell'ambiente della terra. L'uomo e la donna furono creati per amare e ben amministrare le risorse del mondo e condividere la gioia di Dio.
Unica, in tutto l'ordine del creato, l'umanità, uomini e donne, è portatrice dell'imago Dei, l'immagine di Dio tra le cose animate e inanimate del creato. In quanto portatori della sua immagine, gli esseri umani hanno il mandato di vivere in comunione con Dio, e di prendersi sia cura l'uno dell'altro, che del mondo.
Resistendo all'invito al "Noi" della comunità con Dio e con gli altri, gli esseri umani fin dall'inizio scelgono di vivere nell'"Io" dell'individualismo e dell'auto-realizzazione.
A questo punto della narrativa delle origini nella Genesi, gli esseri umani divennero, per usare le parole del teologo evangelico Francis Schaeffer, "indiscutibilmente piegati". Questo isolamento auto-inflitto muove l'anima umana verso l'auto-conservazione e l'auto-assorbimento. Questa "caduta nell'ombra", ha reso possibili per la razza umana pericolosi percorsi distruttivi, e contemporaneamente ha creato il bisogno della presenza di un Adamo redentore che scelga di vivere una vita in comunità con Dio, rovesciando così gli effetti della presunta e ineluttabile caduta.
Creazione della Luce, di Gustave Doré. L'incisione rappresenta in modo letterale l'incipit biblico di Genesi 1:1 ("Sia la luce").
Tra i filosofi gnostici Basilide è il primo ad affermare la dottrina della creazione dal nulla.
Nel panorama degli autori cristiani, Teofilo di Antiochia nel suo Ad Autolicum secondo libro offre il più antico commento ai primi capitoli della Genesi scritto da un teologo cristiano che ci sia pervenuto. Nel secondo libro (§ 10) scrive che "Prima di tutto e in m odo concorde ci insegnarono che (Dio) creò ogni cosa dal nulla."
L'espressione latina "creatio ex nihilo" fu utilizzata per la prima volta nella traduzione latina Vulgata del Pastore di Erma, composta verso il 200.
Lo stesso argomento in dettaglio: Tomismo § Causalità e Creazione.
San Tommaso d'Aquino descrive la creazione dal nulla in modo compatibile e aderente sia al racconto della Genesi che con le idee della filosofia precedente.
Secondo Tommaso, la creazione avvenne ex nihilo e in initio temporis, vale a dire che il tempo ebbe inizio e fu creato insieme agli altri enti. Kant obiettò che una creazione non ab aeterno implicherebbe un tempo in cui nessun ente è ancora, tempo che non sarebbe concepibile, poiché in esso sarebbe soltanto il nulla e non si darebbe la condizione di esistenza di nessun essere. La Neoscolastica replicò che tale tempo antecedente agli enti non esistette mai.
Secondo Tommaso, la creazione ab aeterno e quella in initio temporis sono ugualmente possibili per la ragione. La Rivelazione porta il dato della creazione in initio temporis, di cui la ragione può dimostrare la non-contradditorietà, ma non la necessità filosofica.
Primo racconto della creazione (circa 500 a.C.)VEDI ANCHE I MITI GRECI -I TITANI DELLA ILIADE E I SUOI PERSONAGGI GIA' PRESENTI NEL 2000 AC IN GRECIA .
Il primo racconto della creazione usa lo schema letterario dei sette giorni. In questo racconto Dio "crea dal nulla" tutte le cose e la sua opera creatrice consiste anche nel far passare il mondo dal caos all'armonia, dal disordine alla bellezza. Il racconto suppone cioè uno stato iniziale informe, in cui predominavano le tenebre e l'acqua ).
Nel corso della creazione Dio opera tre separazioni: la luce dalle tenebre, le acque meteorologiche del cielo da quelle dei mari, la terra asciutta dal mare, e tre abbellimenti : gli astri, gli animali, l'uomo, nel modo seguente:
Nel primo giorno viene separata la luce dalle tenebre .
Nel secondo giorno vengono separate le acque superiori[Nota 7] dalle acque inferiori (1,6-8). A quel tempo si credeva che attraverso la volta celeste le acque superiori si potessero filtrare, dando origine alla pioggia.
Nel terzo giorno dalle acque inferiori viene separata la terra (1,9-10).
Viene quindi generato il regno vegetale (1,11-13).
Nel quarto giorno vengono poste nel firmamento le due luci maggiori, il Sole e la Luna (1,14-19: separazione del giorno dalla notte); bisogna notare però che essi vengono chiamati rispettivamente, "luminare maggiore" e "luminare minore": l'autore biblico teme che si possano confondere con gli astri divinizzati dai popoli circostanti, e per questo non li chiama con il loro nome.
Nel quinto giorno vengono creati gli esseri marini e gli uccelli[Nota 8] e vengono benedetti perché possano moltiplicarsi (1,20-23).
Nel sesto giorno vengono creati gli animali (1,24-25).
Viene poi creato l'uomo (1,26-31[26]), con le seguenti caratteristiche:
deve dominare su tutto il resto della creazione;
è creato uomo e donna;
è creato a immagine e somiglianza di Dio;
è benedetto perché sia fecondo;
riceve in alimento i vegetali: semi e frutti degli alberi.
Il settimo giorno Dio cessa di creare e benedice e consacra il settimo giorno (2,1-3a). Ciò diventerà, nell'ebraismo, il precetto del riposo del sabato.
L'uomo viene fatto simile a Dio, come a "Sua immagine e somiglianza" sulla terra. Per sottolineare l'importanza e la diversità dell'uomo rispetto alle altre opere di creazione, vengono inseriti due particolari: il plurale nel soliloquio di Dio alla sua corte celeste, ed il riferimento ad un dialogo con gli esseri appena creati, che pone Dio in una relazione unica e personale con l'uomo e la donna. Inoltre il testo afferma che tutta l'opera della creazione è "buona"; invece della creazione dell'uomo e della donna si dice che è "molto buona", affermando in questa modo la supremazia dell'essere umano su tutto il resto della creazione. L'opera creatrice verrà poi affidata all'uomo da curare e completare, e con lo scopo di riprodurre. Il testo suppone implicitamente che Dio è eterno, cioè che esisteva prima di creare il resto delle cose.
Secondo racconto della creazione (circa 900 a.C.)
A differenza del primo racconto della creazione - in cui l'uomo è creato per ultimo e contemporaneamente alla donna - nel secondo racconto l'uomo è invece creato per primo e la donna solo successivamente (dopo piante, animali e uccelli) da una costola dell'uomo stesso.
In questo racconto Dio è considerato come se fosse un vasaio che impasta la polvere del deserto attraverso la quale crea una figura umana, per poi la collocarla in un'oasi nel deserto, dove potrà vivere in una condizione di armonia e di pace. Poi Dio viene alla sera a dialogare con l'uomo e l'uomo lavora ad abbellire il mondo e a custodirlo nella pace.
Ma l'uomo non è solo intelligenza, lavoro, progresso, è anche fatto di sentimenti e ha bisogno di reciprocità. Questa può trovarla solo “nell'altro se stesso”, nella donna, dono di Dio, e grazie a essa l'uomo scoprirà l'amore. Vedi anche il concetto di Nuova creazione nella Bibbia.
Nuovo Testamento
Nel Nuovo Testamento il concetto di Dio cambia e diventa più complesso: Io sono l'Alpha e l'Omega, l'inizio e la fine (Apocalisse 1,8). All'inizio fu il Verbo e il Verbo era Dio... Tutte le cose furono fatte da lui e senza lui niente sarebbe stato creato. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini (Giovanni 1,1-4).
Secondo il credo cristiano, Gesù, il Cristo di Dio, era il nuovo Adamo mandato a noi "nella pienezza dei tempi". La ricerca dell'umanità di ritornare al giardino dell'Eden culminerà in un nuovo e ancora più pieno paradiso terrestre, sotto forma di "cielo e terra nuova".
Lo stesso argomento in dettaglio: Escatologia.
Buddhismo
Il Buddhismo normalmente non prende in considerazione la questione riguardante l'origine del mondo e della vita sulla Terra. Il Buddha, a questo proposito, disse che congetturare circa la fine del mondo condurrebbe solo alla noia e alla follia. Il Buddha, inoltre, affermò di non avere intenzione di cercare risposta a queste domande, perché in contrasto con il suo obiettivo: il raggiungimento dell'illuminazione.
Cabala ebraica
Lo stesso argomento in dettaglio: Cabala ebraica, Cabala lurianica, Chalal, Tohu e Tikun e Tzimtzum.
Nell'Ebraismo è dedicato ampio spazio alla sapienza sulla Creazione e sulla sua origine. Il testo più antico che illustra tale argomento è la Sefer Yezirah, probabilmente originaria della sapienza di Avraham. Gli studi e la contemplazione del Creato sono spesso accompagnati dagli studi sulle modalità divine, aspetti unificati anche nell'esperienza e nelle situazioni storiche o particolari vissute dall'uomo. La conoscenza viene così approfondita nel confronto continuo tra le figure, gli elementi ed i sistemi appartenenti ad ambiti differenti.
Tzimtzum: prima della Creazione il Signore riempiva tutto lo spazio; in seguito Si ritirò su Sé Stesso: si insegna che questo concetto di movimento di Dio, definito "Tzimtzum", è solo metaforico, sia perché Egli è considerato immutabile, sia per la Sua continua presenza in ogni luogo. Il concetto di "Tzimtzum" è un elemento centrale dell'approccio ebraico al concetto di Causa Prima.
Ein Sof, linea e punto: in seguito Dio creò una linea i cui vertici toccano il centro ed un punto di una circonferenza immaginaria entro la quale poi venne creato il Mondo; da essa scaturì un punto di luce da cui poi emerse tutto il creato ed ogni creatura; la formazione della prima luce avvenne attraverso un etere celeste dal quale vennero creati poi tutti i colori della prima luce, colori che rappresentano l'origine ancestrale di quelle che saranno poi le differenti nature e peculiarità delle creature e di ogni cosa creata. Ein Sof, il Signore Infinito o Nulla Infinito, è una parola ebraica che indica l'impossibilità di conoscere l'Essenza del Creatore Eterno che, secondo la Qabbalah, tutto circonda e pervade.
Luci e vasi (cfr Altro lato, Cinque Mondi, Luce celeste e Tiqqun): l'Arizal narra della formazione di luci emerse dalla prima luce, rimaste intatte, e che non poterono essere contenute dai loro vasi in quanto troppo intense, così i vasi si ruppero: tali residui vengono definiti Qelippot, e sono conosciuti come, forze impure o scorie, mentre le scintille delle luci vennero sparse per tutti i 4 Mondi, e, compito di alcuni tra gli eletti del popolo d'Israele è quello di recuperarle per ricondurle alla propria origine: segno dell'arrivo del Messia sarà anche il completo recupero di tutte le scintille di tale luce.
Adam Qadmon: la figura celeste originaria e risalente ai primordi della Creazione è quella dall'Uomo primordiale. Tramite gli elementi simbolici di tutte le parti componenti il corpo spirituale dell'Adam Qadmon è possibile risalire a tutti gli archetipi divini della Creazione. Alcuni Rabbini e studiosi hanno sostenuto che tale processo è simile alla teoria del Big Bang.
Chomer Chayul'ì: la sostanza primordiale dell'Ebraismo
Lo stesso argomento in dettaglio: Chalal, Luce celeste, Nequdim e Tzimtzum.
«Come il Santo e Benedetto creò il Suo universo? Dice Rabbi Yochanan: prese due gomitoli, l'uno di fuoco e l'altro di neve: li intrecciò l'uno con l'altro e da essi fu creato l'universo»
(Gen.R.10.3)
Nell'XI secolo Nahmanide espresse questo principio facendo riferimento al concetto di "Yesh Mi Ain, Yesh Mi Yesh", ricordando, in proposito, anche Maimonide, e paragonandolo alla parola "Bohu" della Genesi: egli poi citò l'"Hyle" commentando il Qoelet o, secondo la tradizione cristiana, l'Ecclesiaste. Secondo il rabbino Moshe Chayyim Luzzatto, il Ramchal, o punto di luce o residuo, o Chalal, sopra descritto è l'origine di tutta la Creazione, come il seme che contiene tutti i dettagli dell'albero: come altri rabbini, anch'egli definì lo sviluppo di questa luce come, Chomer Chayul'ì che significa sostanza primordiale, in ciò non mancandovi il sapiente Gersonide e Menachem Mendel Schneersohn, lo Tzemach Tzedek.
Il testo della Torah, che accenna alla creazione, e ne esprime la relazione con altri elementi, è la Sefer Yetzirah. Versione assolutamente conciliabile con la creazione del Mondo dal nulla, molti dei maestri della tradizione ebraica a conoscenza di questo mistero insegnano infatti che dal residuo, che consiste nella totalità di ogni cosa come singolo intero[36], in seguito il Signore diede vita a tutta l'Opera della Creazione.
Lo stesso Chakham, considerato da tutti i rabbini di ogni epoca, il saggio, insegnò che, Chomer Chayul'ì rappresenta l'origine celeste dei quattro elementi conosciuti in Natura: il fuoco, l'aria, l'acqua e la terra, essi stessi fondamenti materiali di ogni cosa esistente.
Nel testo intitolato Il segreto dell'Opera della Creazione, il rabbino Eleazaro di Worms rivela tutti i segreti di questo mistero, associandolo a quello della Merkavah.
Il Maimonide esprime questa idea senza alcuna difficoltà nel suo testo di sapienza mistica ebraica più conosciuto, La guida dei perplessi, testo in cui egli stesso ammette di rivelare molti dei segreti della Merkavah, dove vengono confrontate molte delle tradizioni, anche non ebraiche, sull'origine della Creazione. Inoltre viene detto se essa sia o meno eterna: Maimonide, riconosciuto unanimemente un Sapiente del popolo ebraico, parla di una materia superiore legata ad una materia inferiore nella quale si succedono, secondo l'opinione di altri sapienti, la generazione e la corruzione; la definizione ebraico-araba che definisce la materia prima è, Hayūlā, parola della medesima radice di Chayul'ì, cui si riferisce la tradizione ebraica più conosciuta, o la Hyle, descritta dallo Yehudah Ha-Lewi.
Nel testo Kuzari di Yehudah Ha-Lewi è scritto:
«E se fosse necessario ad un uomo di fede ammettere la hyle, la materia prima, e l'esistenza di molti mondi prima di questo mondo, non vi sarebbe in ciò difetto nella sua fede perché egli crederebbe che questo mondo è stato creato in un certo momento e che i primi esseri umani che vissero in esso furono Adamo ed Eva»
(Yehudah Ha-Lewi, Kuzari)
Joseph B. Soloveitchik risulta essere a conoscenza di questa concezione espressa in un testo dedicato ai suoi insegnamenti:
«Dio trasse dal nulla assoluto una materia sottilissima, inconsistente, capace di assumere forme diversificate passando dalla potenza all'atto: è la materia primigenia, chiamata dai Greci hyle. Dopo di essa Dio non creò barà, non creò più nulla, ma plasmò soltanto, perché dalla hyle Dio trasse il tutto e lo accomodò»
(Joseph B. Soloveitchik, Riflessioni sull'Ebraismo)
Anche Rabbi Shimon bar Yochay ne scrisse sullo Zohar.
Un concetto equivalente esprime questa teoria con l'immagine di luci primordiali che passano attraverso le lettere della Torah per prendere esistenza nella Creazione.
Per Chomer Haiyulì si intende quindi l'origine sottile, celeste e spirituale creata da Dio prima delle creature e delle entità da cui derivano. I maestri della tradizione ebraica sottolineano che deriva dalla Creazione, non nega la creazione stessa, ex nihilo, ossia dal nulla, principio valido invece per la stessa sostanza primordiale.
«La "separazione" conferì forza ad ogni cosa, secondo le sue opere; ed Iddio "separò" ogni cosa perché si diffondesse e moltiplicasse»
(Menachem da Recanati, Commento al Sefer haZohar-Bereshit)
Come ricorda Avicebron nel Fons Vitae il Creato procede dal livello più alto, quello spirituale e sottile, fino a quello materiale, più spesso ed opaco, considerando tra essi molti livelli intermedi, spesso anche unificatori, le cui forme, secondo l'esistenza e l'espressione data ed impressa da Dio, sono legate ai loro fondamenti. Nelle forme più spirituali esistono poi casi in cui il fondamento della creazione vale per sé stesso, senza necessità di una forma materiale, ma presentandone similmente una valenza eccelsa. Vi sono poi casi di influsso o emanazione diretta della creazione, altri invece in cui prevale l'intermediazione ed altri ancora, come l'intelletto, in cui le forme possono non esservi legate in modo intrinseco e diretto, come avviene per i sensi, presentando invece un'inclusione intelligibile e quindi più vicina alle qualità dell'anima, pur riconoscendo all'anima intellettuale la possibilità di conoscere tutto quanto sia disposto secondo la dualità fondamento-forma, in quanto vicina alla sua natura di fondamento rispetto a quella delle forme delle esistenze intelligibili, attingendo ancora ai loro corrispettivi fondamenti.
In questo senso Avicebron definisce l'impossibilità per l'uomo di conoscere intellettualmente in sé la materia, ma solo di percepirne le forme esistenziali specifiche tramite la conoscenza e le caratteristiche finite tramite i sensi: ciò è dovuto all'incapacità dell'intelletto nel creare la materia o nel fondarla dal nulla, ma ciò non ne esclude tutti gli altri tipi di conoscenza; questo perché la materia non è di per sé forma diretta dell'intelletto. Dal livello più alto, eterno, assoluto ed immutabile qual è Dio, si procede sino al livello della materia in cui prevalgono il movimento, la quantità e la qualità, categorie connesse alle nove individuate da Avicebron, anche nel confronto con "il filosofo" il cui studio nell'Halakhah ebraica viene vietato, proibito e sconsigliato.
Diversamente Menachem da Recanati insegna: come nel "Principio" sono racchiuse le "essenze" anche "potenzialmente": Chokhmah, la Sapienza divina, "traspare" dal significato dell'espressione "Bereshit" del Libro della Genesi.
Chi e cosa : מי e מה
Lo stesso argomento in dettaglio: Berakhot, Luce celeste e Shekhinah.
«È scritto: I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia risplenderanno come le stelle in eterno (Daniele 12: 3). La parola “splendore” (Zohar) designa lo scintillio che il Misterioso fece zampillare nel momento in cui percosse il vuoto e che costituisce l'origine dell'universo, che è un palazzo costruito per la gloria del Misterioso.
Questa scintilla costituisce in qualche modo il seme sacro del mondo. Questo mistero è espresso nelle parole della Scrittura: Progenie santa sarà il suo ceppo (Isaia 6: 13). Così la parola “splendore” (Zohar) designa il seme che è stato gettato per la sua gloria, perché la creazione ha per scopo la glorificazione di Dio. Come un mollusco di cui si estrae la porpora che riveste la sua conchiglia, la semenza divina è attorniata dalla materia che le serve da palazzo edificato per la gloria di Dio ed il bene del mondo. Questo palazzo di cui è attorniata la semenza divina è chiamato Elohim (Signore). Tale è il senso mistico delle parole: In principio creò Dio, vale a dire, con l'aiuto dello “splendore” (Zohar), origine di tutti i Verbi (Maamaroth), Dio creò Elohim ("Dio è divenuto Signore di tutte le Opere")»
(Zohar)
Il Sefer Zohar riporta una discussione esegetica ebraica sul Mi e sul Mah, del legame tra Dio ed il Mondo; si noti che, oltre alla lettera ebraica Mem, presente in entrambe le parole, compaiono inoltre anche le lettere, Yod e Hei, già lettere presenti del Tetragramma biblico, assieme alla lettera ebraica Vav (ו).
Uno tra i Nomi di Dio presenti nella Bibbia sorse, nel proprio significato, dall'inserimento della lettera Mem con Yod e con Hei quando vollero completarsi: vi si unì, Ele e vi fu, E-lokim. Sempre lo Zohar ammette che quando il Partzuf è completo, Yod corrisponde a E-leh e Hei a Yessod o Sapienza divina.
Un preesistente Mondo primordiale totalmente spirituale
«"i cieli" e "i cieli dei cieli"...»
La tradizione qabbalistica parla di un Mondo creato da Dio totalmente spirituale e precedente a quello conosciuto qual è l'universo propriamente detto: secondo molti maestri ebrei questo Mondo Primordiale era governato principalmente dalla Sefirah Chessed, una modalità che riguardava la grandezza dell'amore e della gentilezza, mentre quello attuale si dice sia governato in modo più evidente da Ghevurah, Sefirah che riguarda la giustizia, la forza ed il timore. Alcuni maestri della Torah provarono ad indicare come questo Mondo preesistente fosse anch'esso materiale, ma furono immediatamente corretti da quei rabbini, come l'Arizal, che meglio conoscevano i dettagli di questa teoria, teoria presente anche nel testo del rabbino, Nechunià ben Hakanà, il Sefer haTemunah. Il rabbino Nachman di Breslov[Nota 11] insegnò che Dio permise l'evoluzione dalla potenzialità all'atto.
La natura dell'anima del capo dei profeti Mosè concerne questo mondo.
Secondo i maestri ebraici il Mondo fu creato con Dieci espressioni; se ne contano nove con l'aggiunta della parola Bereshit che può anche significare che Dio creò i sei, intendendo i sei giorni della Creazione. Bereshit, la decima espressione, in cui però non compare l'espressione Dio disse o riferimenti espliciti alla Sua parola, concerne infatti il Mondo più Alto, quello celato.
Menachem da Recanati afferma con certezza che le prime tre parole ebraiche di Bereshit non alludono ad un giorno preciso..
Anche in un Midrash della Qohelet Rabbah è scritto che prima della Creazione Dio creò e distrusse altri mondi, Altro lato e Nequdim, riferendosi con questo insegnamento al momento dell'esistenza del Mondo più Alto di Atzilut, per giungere al suo perfezionamento così come da Lui voluto e di cui il Mondo attuale è solo un modello; il Mondo di Atzilut da allora fu comunque poi coesistente con quello che ne derivò con i sei giorni iniziali della Creazione e lo Shabbat.
Anche Chaim Luzzato nel testo, 138 Aperture di Saggezza, racconta e spiega del mondo nuovo sorto dal "residuo".
Un ulteriore insegnamento ricordato da Nachmanide è sulla creazione dei "Cieli", creazione che avvenne prima della formazione del cielo, o anche "firmamento", e della Terra.
È anche vero, però, anche il Menachem da Recanati pone una differenza tra Avar e quanto racchiude il segreto dell'espressione, nido antico, di cui "antico" è detto Qadmon.
Nella Chassidut
Il Rebbe Nachman di Breslov ha diffuso molti insegnamenti riguardo al confronto simbolico tra la figura dello Zaddiq ed il sorgere della luce primordiale con il processo creazionistico dello Tzimtzum: soprattutto nel suo testo più celebre, il Likutey Moharan, egli afferma appunto che tale luce è stata conservata anticipatamente per la successiva rivelazione nell'era messianica e per il Mondo futuro; Nachman di Breslov paragona lo Zaddiq a questa luce da cui tutto deriva e che poi ha circondando i Mondi poiché lo Zaddiq racchiude in sé il motivo dell'esistenza del mondo e del popolo ebraico inoltre ne è come il cuore. In quanto essenzialmente necessario per l'esistenza della Creazione, sia lo Zaddiq sia la luce divina ne sono la "pietra angolare", la ragione di ogni motivazione religiosa ebraica di fede e devozione; come ogni ebreo tende a questa luce, tutto il popolo ebraico onora e rispetta tutti i Rabbanim Chakhamim, sin dall'era talmudica e già prima con Mosheh... appunto riconsociuti nello Zaddiq in ogni generazione ed epoca storica dall'inizio della vita degli ebrei come popolo eletto di Dio.
Come il cuore è nel corpo umano necessario alla vita di ciascun individuo, secondo la Kabbalah la Sefirah Chokhmah ha fondamento in esso, così lo Zaddiq "attira a sé ogni fedele ebreo quasi come se ogni volta, al suo incontro, si risvegliasse da un sonno"... e la luce divina ha anch'essa il "potere" di suscitare maggiore "trasporto emotivo" nella devozione religiosa ebraica.
«Questo vale ogni volta che ti trovi di fronte ad uno studioso della Torah. Devi dirgli tutti i problemi del tuo cuore. Il Talmid Chakham è un aspetto di Moshe, che è un aspetto di Ain, come è scritto: "La saggezza viene da Ain". E, in questo modo, sei incluso nell'Ein Sof. Questo è il concetto di zarka: è riportato nel luogo da cui è stato preso (Tikunei haZohar ). Questo sta riportando Malkhut all'Ein Sof, che è "la volontà delle volontà". Perché Malkhut corrisponde alle lettere del discorso, con la volontà di Dio investita in ciascuna delle lettere. Era volontà di Dio che una lettera avesse questa o quella forma e che un'altra lettera avesse una forma diversa. Allora vediamo che "la volontà", cioè le forme delle lettere, servono a rivelare la Sua Malkhut. E tutte queste "volontà", le forme, derivano dalla volontà dell'Ein Sof, che non ha forma per niente. E tutti gli oggetti e l'esistenza materiale del mondo hanno origine dalle lettere, cioè cioè da Malkhut.
Questo perché l'esistenza materiale è una conseguenza di Malkhut, del "desiderio" del Santo, benedetto Egli sia... che la Sua Malkhut sia rivelata nel mondo. Con questo creò il mondo ex nihilo. Tutte le volontà, le forme e tutta l'esistenza materiale, corrispondente a Malkhut, ricevono la loro vitalità dalla volontà di Ein Sof. Come insegnato (Talmud, Meghillah 31a): "Dove troverai la grandezza del Santo, benedetto Egli sia", cioè la Sua Malkhut/volontà - "lì troverai La sua "umiltà", vale a dire la volontà dell'Ein Sof. E questo è l'aspetto dello "sbarazzarsi" del corporeo. Perché, quando la persona vuole essere inclusa nella volontà dell'Ein Sof, deve annullare "il suo essere materiale". Questo è ciò che è scritto nello Zohar (II, 88b): Mosheh morì di Shabbat, al tempo di Minchah poiché è dunque raava deraavin (la Volontà delle volontà). Questa è la volontà dell'Ein Sof, da cui tutte le volontà e tutta l'esistenza materiale ricevono la loro vitalità. Questo perché Mosheh ha completamente annullato il suo essere materiale, come è scritto, "Nachnu mah?" (Cosa siamo?) (Esodo 16:7)»
(Rebbe Nachman di Breslov, Likutey Moharan I, 1-6)
Il Rebbe Nachman di Breslov amava spesso ripetere che l'ignoranza è il culmine della sapienza. Al di là delle coscienza in merito alla necessità della sapienza, ciò riguarda soprattutto sia il livello "Bittul" sia la consapevolezza della rivelazione della Torah come verità trasmessa soprattutto dalla Causa prima, Dio; già secondo Maimonide, in quanto Causa prima, Dio è creatore di tutto, così anche della luce divina, ovvero anche "materia primordiale". Così, questa e quella, la luce divina e la verità, sono l'origine di tutto il Creato, come detto: con il principio Dio creò il Cielo e la Terra, in cui secondo i Rabbanim "principio" può essere inteso come Sapienza ed appunto come "il primo punto del processo" dello Tzimtzum, da alcuni individuato in Israel oppure nel "Messia Zaddiq".
Caos e Cosmo
Lo stesso argomento in dettaglio: Caos (mitologia).
La parola greca "caos" indica un vuoto abissale illimitato, che secondo la Teogonia di Esiodo precedette la nascita della Terra (Gea), pur comparendo all'improvviso senza essere esistito dall'eternità. Dato, però, che è difficile immaginare la nascita del mondo dal nulla (Ex nihilo nihil fit), la parola caos venne poi utilizzata e tuttora si utilizza per indicare una condizione di disordine della materia. In particolare un universo si definisce caotico se caratterizzato dall'assenza di ordine.
Secondo molte mitologie l'universo caotico è preesistente al cosmo, l'universo razionale e ordinato. Il caos, che imperava nel periodo precedente alla formazione del mondo reale, avrebbe consentito la formazione del cosmo e, quest'ultimo, quella del mondo reale. Anche nella Bibbia Dio avrebbe anzitutto creato "il cielo e la terra", cioè il "tutto"[Nota 12] e successivamente avrebbe ordinato il mondo separando la luce dalle tenebre, le acque superiori da quelle inferiori, ecc.
Cherokee
Per il popolo Cherokee, in principio, vi era solo l'acqua. Tutti gli animali vivevano sopra di essa ed il cielo era sommerso. Erano tutti curiosi di sapere cosa ci fosse sotto l'acqua ed un giorno Dayuni'si, lo scarabeo acquatico, si offrì volontario per esplorarla, ma in superficie non riuscì a trovare nessun terreno solido. Per cui decise di esplorarla sotto la superficie, fino al fondo, e, tutto quello che trovò, fu del fango che portò in superficie. Dopo averlo raccolto, iniziò a spargerlo dappertutto, fino a che non divenne la Terra così come la conosciamo.
Dopo che tutto ciò accadde, uno degli animali attaccò questa nuova terra al cielo con quattro stringhe. La terra era ancora troppo umida, così gli animali inviarono il grande falco nel Galun'lati per prepararla. Il falco volò e quando raggiunse la terra dei Cherokee era così stanco che le sue ali iniziarono a colpire il suolo. Ogni volta che colpivano il suolo si formava una valle od una montagna. Gli animali poi decisero che era troppo buio, così crearono il sole e lo misero lì dove è tutt'oggi.
Cina
La mitologia cinese della creazione si basa su concetti provenienti da miti estremamente diversi. Secondo alcuni di essi, non esistono prove utili per giustificare la creazione e risalire alle sue origini; secondo altri originariamente esisteva un'entità che dividendosi generò il paradiso e la terra. Il Taoismo, Il mito di Pangu e vari racconti tribali espongono concetti cosmologici chiaribili mediante l'approfondimento delle voci sottostanti.
Taoismo
Lo stesso argomento in dettaglio: Cosmologia taoista.
Il Taoismo concepisce il Tao come forza fondamentale e funzionale alla creazione. Il Tao, ovvero il vuoto senza nome, permette la formazione dell'esistenza: quest'ultima consta negli opposti, lo yin e lo yang da cui nasce ogni cosa, le Diecimila Cose. Secondo Lao Tzu il Tao è ciò che dà in eterno senza venire svuotato, e che riceve in eterno senza venire riempito. Ciò che non esiste per sé è in grado di durare.
Mito di Pangu
Secondo questa interpretazione, proposta dai monaci Taoisti secoli successivi a Lao Zi, l'universo nacque da un Uovo Cosmico. La divinità Pangu nacque poi da quell'uovo rompendolo in due parti: quella superiore divenne il cielo e quella inferiore la terra. Man mano che la divinità crebbe, le due parti dell'uovo si allontanarono sempre più, e, quando morì, le parti del suo corpo diedero origine ai continenti.
Dogon
Lo stesso argomento in dettaglio: Creazione del mondo (Dogon).
Un mito della Creazione del mondo ricorre presso il popolo africano dei Dogon del Mali. Si tratta di una storia sacra trasmessa per via orale, utile anche per rinsaldare e unificare la comunità. Questo mito ha la funzione primaria di descrivere come andarono i fatti all'origine della vita, quando da un caos primordiale si diffuse la vita degli esseri viventi.
Giainismo
Lo stesso argomento in dettaglio: Giainismo.
Giappone
Lo stesso argomento in dettaglio: Mitologia giapponese.
Il dio Izanagi e la dea Izanami agitarono l'oceano con una lancia per creare una piccola isola di sale coagulato. Le due divinità scesero sull'isola, si accoppiarono, crearono le isole principali, le divinità e i predecessori del Giappone
Gnosticismo
Gran parte delle sette gnostiche teorizzavano che il mondo fosse stato creato non da Dio, ma da eoni che, nel loro complesso formavano il Pleroma.
Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come l'Uno, la Monade, Aion Teleos (l'Eone Perfetto), Bythos (greco per Profondità), Proarkhe (greco per Prima dell'Inizio), Arkhe (greco per Inizio). Questo primo essere è anch'esso un eone e contiene in sé un altro essere noto come Ennoia (greco per Pensiero), o Charis (greco per Grazia), o Sige (greco per Silenzio). L'essere perfetto, in seguito, concepisce il secondo ed il terzo eone: il maschio Caen (greco per Potere) e la femmina Akhana (Verità, Amore).
Quando un eone chiamato Sophia (Saggezza) emanò senza il suo eone partner, il risultato fu il Demiurgo, o mezzo-creatore, una creatura che non sarebbe mai dovuta esistere. Questa creatura non apparteneva al Pleroma, e l'Uno emanò due eoni, Cristo e lo Spirito Santo, per salvare l'umanità dal Demiurgo. Cristo prese poi la forma della creatura umana Gesù, in modo da poter insegnare all'umanità la via per raggiungere la gnosi: il ritorno al Pleroma.
Sophia è talora identificata con una vergine da un lato, prostituta sacra e principio della fecondità dall'altro. Sposa del padre (in greco: ennoia), sarebbe il principio femminile del cosmo (protennoia), che il padre creò a seguito delle sue insistenze e per un suo errore. Puro spirito che effonde il soffio vitale nei viventi, è stata confusa con la Sapienza di Salomone e con lo Spirito Santo Dio; gli angeli da lei creati la vollero prigioniera di un corpo femminile. È affine alla Protennoia trimorfica copta unita a un dio pagano dal quale continuamente discende sulla terra e riascende al cielo.
Il testo copto la chiama anche pistis sophìa per distinguerla dal padre androgino Eleleth.La stessa espressione ricorre nel II secolo come il tentativo di unire e sposare la religione biblicamente rivelata (pistis) con le dottrine figlie delle religioni sapienziali-mitiche pagane (gnosis) confluite nell'Ellenismo.
Il mito di una sposa del Signore, sorgente di sapienza e di fecondità, accomuna la divinità cananea Asherat, Anat Yanu, Athirat, Astarte e l'Afrodite greca. Fu ripreso da Simone il Mago che la descrisse come la prima idea di Dio, madre degli angeli e delle potenze del mondo.
Anche il Vangelo di Giuda, recentemente scoperto, ma composto tra il 130 e il 180, menziona gli eoni e parla degli insegnamenti di Gesù al loro riguardo[50]. In un passo di tale Vangelo, Gesù deride i discepoli che pregano l'entità che loro credono essere il vero Dio, ma che è in realtà il malvagio Demiurgo.
Gli gnostici ofiti, o naaseni veneravano il serpente, perché, come narrato nella Genesi (3,1), era stato mandato da Sophia per indurre gli uomini a nutrirsi del frutto proibito della conoscenza per acquisire una consapevolezza almeno pari a quella del loro creatore.
Grecia classica
Lo stesso argomento in dettaglio: Mitologia greca.
QUI SI EVINCE LA NASCITA MITOLOGICA DEI MIEI ANTENATI ,I PRIMI CREATORI DEL CIELO DELLA TERRA - LEGGI IL LIBRO -STORIA DI UN CASATO .
Platone, nel suo dialogo Timeo, descrive un mito della creazione che coinvolge un essere chiamato Demiurgo. Il mondo dell'Essere vivente e immobile, che contiene le idee eterne e immutabili, è opposto alla generazione del cosmo sensibile che imita l'eternità e si muove secondo il numero. Secondo Platone, «quando il padre, che l'aveva generato, vide muoversi e vivere questo mondo, fatto ad immagine degli eterni dèi, se ne compiacque», (Timeo, 37c) decidendo di generare anche il tempo e di «fare dell'eterno -che rimane nell'uno- un'immagine che eterna procede nel tempo e che noi abbiamo detto tempo.»(Timeo, 37d) « in una parola, un tale essere esclude da sé tutti quegli accidenti che il divenire implica per tutto ciò che si muove nel piano del sensibile».Il tempo viene generato dopo lo spazio della materialità indefinita (in greco: chora) che è l'elemento di differenziazione della sensibile finito e mortale dalla perfezione eterna e pura di accidenti che appartiene all'Essere e delle idee.
Esiodo, nella sua Teogonia, racconta che in principio c'era Caos, il quale diede vita a Gea/Gaia (la Terra), Tartaro (gli Inferi), Eros (l'Amore), Nyx (l'Oscurità della notte) ed Erebo (le tenebre degli Inferi). Gea partorì poi Urano, il cielo stellato, suo pari, per coprire sé stessa, le colline e le profondità senza frutto del Mare, e Ponto, tutto "senza la dolce unione dell'amore", ma solo da sé stessa. Successivamente, narra Esiodo, essa giacque con Urano e generò Oceano, i Titani Ceo, Crio, Iperione e Giapeto e le Titanidi Teia e Rea, Temi e Mnemosine e Febe dalla corona d'oro e l'amabile Teti.
"Dopo di loro nacque Crono, scaltro, il più giovane e il più terribile dei suoi figli, che odiava il suo potente padre." Crono, seguendo le raccomandazioni di Gea, evirò Urano. Sposò Rea che gli diede sei figli Estia, Demetra, Era, Ade, Poseidone, e Zeus. Zeus e i suoi fratelli rovesciarono Cronos e gli altri titani, quindi estrassero a sorte quello su cui ciascuno di loro avrebbe regnato. Zeus estrasse i cieli, Poseidone il mare, e Ade il sottosuolo, mentre la Terra sarebbe stata governata da tutti e tre.
Hmong
Secondo la tradizione Hmong, in un'epoca remota i fiumi e l'oceano coprirono la terra. Due ragazzi, fratello e sorella, furono chiusi in un tamburo di legno giallo. Le persone del cielo guardarono giù e videro la terra. Tutto era morto. Solo il tamburo di legno giallo galleggiava sulle acque.
"Colpisci la terra fino a forarla così che l'acqua dreni" disse il Re del Cielo.
L'acqua fluì via. Finalmente, il tamburo batté contro il terreno. Il fratello e la sorella uscirono dal tamburo e si guardarono intorno, tutto era morto.
"Dove sono le persone?" chiese la sorella.
Il fratello ebbe un'idea. "Tutte le persone sulla Terra sono andate via. Sposami, potremmo avere dei figli".
"Non posso sposarti, siamo fratelli"
Ma lui insisteva mentre lei continuava a dire "No!"
Alla fine il fratello disse: "Portiamo delle pietre sulla collina e facciamole rotolare a valle. Se le pietre atterrano una sull'altra, allora mi sposerai."
La sorella fece rotolare la sua pietra, ma appena il fratello fece rotolare la sua, questi corse più veloce che poteva giù per la collina e mise le pietre una sull'altra.
Quando la sorella vide le pietre scoppiò a piangere. Infine disse: "Ti sposerò, perché così doveva essere."
Un anno dopo la moglie diede vita a un neonato, ma non era umano. Non aveva né braccia né gambe, era proprio come una zucca. Il marito lo tagliò in pezzi e lo gettò via. Un pezzo cadde sul giardino e divenne il clan "Vang" perché "Vang" ha lo stesso suono di "Giardino" in Hmong. Un pezzo cadde nella stalla, alcuni caddero su delle foglie ed su delle erbe, divenendo altri clan Hmong. Il Nhia, Mhoua, Pao, Ho, Xiong, Vue e così via.
Il mattino seguente il villaggio era pieno di case. Tutti andarono dai coniugi e dissero: "Madre e padre, mangiate con noi!"
Il marito disse alla moglie: "Ti ho chiesto di sposarmi perché tutte le persone sulla terra erano morte. Ora queste persone sono la nostra famiglia, i nostri figli".
Hopi
Gli anziani dicono che il primo Hopi aveva scelto di vivere uno sterile deserto, così essi avrebbero sempre dovuto pregare per avere la pioggia. Per questo non avrebbero mai perso la fede nelle loro cerimonie, mantenendo il legame con Madre Natura e il Creatore. Gli anziani sostenevano che i veri Hopi rappresentassero tutti i popoli pellerossa attraverso l'autorità a loro conferita dal creatore, il dio Maasaw.
Inca
Il racconto Inca della creazione è conosciuto grazie ai racconti tramandati dai sacerdoti, dalla iconografia delle ceramiche, delle costruzioni architettoniche, ed infine grazie ai miti e alle leggende sopravvissute tra i nativi americani. Secondo questi racconti, nei tempi antichi la terra era immersa nell'oscurità. Da un lago chiamato Collasuyu (adesso Titicaca), emerse il dio Con Tiqui Viracocha, portando con sé alcuni esseri umani. Con Tiqui creò il Sole (Inti), la Luna e le stelle per illuminare il mondo. È proprio da Inti che il Sapa Inca, imperatore di Tawantinsuyu, discende. Al di fuori delle grandi caverne Con Tiqui modellò numerosi esseri umani, incluse alcune donne che erano già incinte. Allora egli mandò fuori queste persone in ogni angolo del mondo. Tenne però con sé un uomo e una donna a Cusco, l'"ombelico del mondo".
Con Tiqui, il creatore, aveva forma umana ma era privo di ossa. Così riempì la terra con cose buone per sopperire ai bisogni dei primi esseri umani. Le persone, però, dimenticarono Con Tiqui e si ribellarono. Così li punì smettendo di mandare la pioggia. La gente allora fu costretta a lavorare duramente arrangiandosi con la poca acqua che poteva raccogliere nei rigagnoli rimasti. Allora si affermò una nuova divinità, Pachacamac, che cacciò Con Tiqui e trasformò le persone da lui create in scimmie. Pachacamac poi si impossessò della Terra e creò gli antenati del genere umano.
Il fondatore della prima dinastia dei sovrani di Cusco fu Manco Cápac. Secondo una leggenda emerse dalle profondità del lago Titicaca grazie ad Inti, il dio del Sole. Un'altra versione della storia sosteneva che fosse il figlio di Tici Viracocha. Comunque alle persone comuni non era permesso pronunciare il nome di Viracocha, cosa che fornisce una possibile spiegazione della necessità dei due miti della fondazione.
In uno dei due miti Manco Capac era fratello di Pachacamac, entrambi figli del dio del sole Inti, conosciuto anche con il nome di Apu Punchau. Lo stesso Manco Capac veniva onorato come dio del fuoco o del sole. Secondo la leggenda di Inti, Manco Capac e i suoi fratelli di madre erano stati mandati sulla terra dal dio del sole ed erano fuoriusciti dalla caverna del Pacaritambo portando un bastone dorato chiamato tapac-yauri. Essi dovevano creare un Tempio del Sole nel luogo dove il bastone sarebbe affondato nella terra. Viaggiarono poi fino a Cusco lungo gallerie sotterranee e finalmente trovarono il luogo adatto per costruire il tempio in onore del dio del sole Inti, loro padre. Durante il viaggio uno dei fratelli di Manco Capac e forse anche una delle sue sorelle vennero tramutati in pietre sacre (huaca). In un'altra versione di questa leggenda, invece di apparire da una caverna a Cusco, i fratelli sarebbero emersi dalle acque del lago Titicaca.
Secondo la leggenda di Tici Virachocha, invece, Manco Capac era il figlio di Tici Viracocha: egli e i suoi fratelli (Ayar Anca, Ayar Cachi e Ayar Uchu) e le sorelle (Mama Ocllo, Mama Huaco, Mama Raua e Mama Cura) vivevano vicino Cusco, presso Pacari-Tampu (oggi Pacaritambo, a 25 km a sud di Cusco). Una volta formato un popolo piuttosto numeroso riunito in dieci ayllu essi tentarono di assoggettare le tribù della valle di Cusco. Questa leggenda comprende inoltre l'esistenza di un bastone d'oro, sostenendo che questo oggetto era stato dato a Manco Capac da suo padre. La leggende inoltre narra che il giovane Manco avrebbe ucciso i suoi fratelli più grandi diventando così l'unico governante di Cusco.
Induismo
Lo stesso argomento in dettaglio: Cosmologia induista.
Nella filosofia induista, vi sono molteplici interpretazioni e convinzioni circa la nascita dell'universo, le sue cause e la sua fine.
Presso le principali correnti devozionali, l'esistenza dell'universo è governata dalla Trimurti, composta da Brahmā (il Creatore), Visnù (il Preservatore) e Śiva (il Distruttore).
La sequenza di avatar di Viṣṇu, il Dasavatara viene oggi generalmente accettata dalla maggior parte degli induisti come ben correlata con la teoria dell'evoluzione di Darwin, in cui il primo avatar si genera dall'ambiente acquatico.
Gli induisti quindi non vedono la presenza di particolari conflitti tra creazione ed evoluzione. Un ulteriore ragione per questo può essere il concetto induista di tempo ciclico, come il sistema degli Yuga, o i giorni di Brahma, cicli di circa 4,3 miliardi di anni.Infatti, il tempo è rappresentato come Kala Chakra la Ruota del Tempo.
Nell'induismo, le creazioni della natura e di tutti gli Dei sono Sue manifestazioni. È considerato essere presente sia all'interno che all'esterno delle sue creazioni, pervadendo l'intero universo. Quindi, tutti gli animali e gli esseri umani, hanno un elemento divino in loro, coperto dall'ignoranza e dall'illusione insito nella materia e dal vivere un'esistenza profana.I testi indù e vedici come la Śrīmad Bhāgavatam descrivono che Maha-Visnù, giace nell'oceano causale e quando espira innumerevoli universi vengono emessi dai pori della sua pelle, quando inspira gli universi sono riportati entro il suo corpo.
«Il Mahaa-Visnù, in cui tutti gli innumerevoli universi entrano e da cui tornano indietro semplicemente seguendo il suo respiro, è un'espansione di Krishna. Quindi io adoro Govinda, Krishna, la causa di tutte le cause.»
(Brahma-samhitaa 5.48)
Inuit
La tradizione Inuit afferma che il trickster, un essere spirituale, manifestatosi nella forma di un Corvo creò il mondo. Quando le acque spinsero il terreno su dalle profondità, il Corvo lo beccò e lo pose nel posto giusto. La prima terra era grande abbastanza per una sola casa occupata da una sola famiglia: un uomo, sua moglie, i loro figli e il Corvo. Il padre possedeva una sacca posta sopra il suo letto. Dopo che il Corvo ebbe molto pregato il padre, questi permise al figlio di giocarci. Mentre il Corvo giocava danneggiò la sacca e una luce uscì. Il padre che non voleva tutta quella luce prese la sacca dalle mani del figlio prima che potesse danneggiarla ulteriormente. Questa lotta è all'origine del giorno e della notte.
Irochesi
Secondo un demiurgo degli Irochesi, in principio non esisteva una terra su cui vivere, ma solo un abisso d'acqua, ma sopra, nel Grande Blu, vi era una comunità chiamata, il "Mondo del Cielo", che comprendeva una donna che sognava.
Una notte sognò un albero fonte di luce. Il sogno la turbò, così andò a chiedere all'uomo nel Mondo del Cielo di estirpare quest'albero. Scavarono attorno alle sue radici per fare spazio ad ancora più luce, ma l'albero cadde attraverso il buco e scomparve. Dopo ciò vi fu solo ombra. Colti di sorpresa e non sapendo cosa fare, l'uomo del Mondo spinse la donna attraverso il buco. La donna si sarebbe persa negli abissi se un pesce falco non fosse giunto in suo aiuto usando le sue piume.
Il pesce falco non avrebbe potuto tenerla sopra le sue ali per molto tempo, così chiese agli altri animali e agli uccelli un aiuto: avrebbero dovuto creare un terreno solido su cui la donna potesse stare. Uno svasso[Nota 18] si calò fino al fondo del mare e riportò del fango nel suo becco. Una tartaruga, spalmò il fango sul suo guscio, e si rituffò ancora molte volte. Anche le anatre portarono i loro becchi pieni del fondo dell'oceano e lo spalmavano sul dorso della tartaruga. Il castoro aiutò a costruire il terreno, rendendo la copertura più grande. Gli uccelli e gli animali costruirono i continenti fino a formare la terra, mentre la donna era al sicuro seduta sulla schiena della tartaruga. Ma, secondo tale tradizione, la tartaruga continua a tenere la terra sulle sue spalle.
Dopo questo, uno degli spiriti del Mondo del Cielo, scese e guardò la terra. Dopo che vi ebbe viaggiato, la trovò meravigliosa, e così creò le persone per viverci e diede loro capacità speciali: ogni tribù della nazione degli Irochesi fu dotata di doni speciali da condividere con il resto dell'umanità.
Islam
L'Islam condivide con il Cristianesimo la fede in una creazione del mondo ad opera di Dio, con uno svolgimento temporale: «Veramente il vostro Signore è Allah, che creò il cielo e la terra in sei giorni ed è saldamente stabilito sul trono, a regolare e governare tutte le cose.» Corano 10:3
Nell'Islam ogni creazione è attribuita ad Allah l'unico Dio per i musulmani. È chiaramente identificato come la "prima causa" in numerosi versetti del Corano. In quanto Creatore ed Eterno, e in considerazione dell'impossibilità della materia bruta (madda) di sussistere senza il Suo continuo intervento, a Lui è attribuita la proprietà di qualsiasi atto creato, ivi compreso quello apparentemente riferibile all'essere umano, il quale ne avrebbe in definitiva il solo possesso (iktisāb)
Seguono tre esempi:
XIII:16 … «Rispondi: "È Dio il Creatore di tutte le cose, è Lui l'Unico, il Vittorioso ?" ».
LVII:3 «Egli è il Primo, Egli è l'Ultimo, Egli è il Dispiegato, Egli è l'Intimo, Egli è sovra tutte le cose sapiente ».CXII:1-2 «Dì: "Egli, Dio, è uno - Dio l'Eterno. - non generò né fu generato - e nessuno Gli è pari" ».
Riferendosi all'argomento della "prima causa" il Corano indirizza i non-credenti:
LII:35-36 «Son essi che furono creati dal nulla, o son loro i creatori? Son forse loro che han creato i cieli e la terra? No! Nessuna certezza salda essi hanno».
Nella sura 21:30 il Corano dice << Non sanno dunque i miscredenti che i cieli e la terra formavano una massa compatta? Poi li separammo e traemmo dall’acqua ogni essere vivente. Ancora non credono? Allah ha iniziato la sua creazione da una massa iniziale unica, Egli ha poi dato l’ordine di far esplodere questa massa iniziale ed è esploso, poi si è trasformato in fumo - fase del fumo. Allah ha creato da questo fumo sia la terra che il cielo, vale a dire tutti i pianeti del cielo e quelli che stanno tra il cielo e la terra in tutte le forme della materia e dell’energia che ci sono note ed ignote. Questa fase è designata sotto il nome dell’"arrivo" o "venuta". La sua descrizione è contenuta nel versetto coranico che segue
«(41: 9 -12) Di’: Vorreste forse rinnegare Colui che in due giorni ha creato la terra e vorresteattribuirGli consimili ? Egli è il Signore dei mondi. Ha infisso sulla terra le montagne , l’ha benedetta e in quattro giorni di uguale durata ha distribuito gli alimenti ; Questa è la risposta a coloro che interrogano. Poi si rivolse al cielo che era fumo e disse a quello e alla terra: «Venite entrambi, per amore o per forza. Risposero: Veniamo obbedienti!.»
Maya
Secondo la tradizione Maya, all'inizio vi erano solo cielo e terra, personificati come una trinità di dèi chiamata, Cuore-del-Cielo. Volevano essere lodati. Cominciarono perciò col dire "Terra", che dunque apparve dal mare, seguita da montagne e alberi; questo rese felice Cuore-del-Cielo che contento del proprio lavoro creò gli animali della foresta: uccelli, cervi, giaguari, serpenti. Venne loro detto di moltiplicarsi e spargersi, e lodare Cuore del Cielo, ma gli animali non facevano altro che stridere e ululare, e ciò non piacque agli dei che resero gli animali esseri inferiori, e destinati a divenire servitori di chiunque avrebbe adorato Cuore-del-Cielo. Allora Cuore-del-Cielo creò l'uomo dal fango. Ma non riusciva a stare in piedi, aveva vista breve, per cui la nuova razza fu spazzata via e dissolta dall'acqua. Cuore-del-Cielo si rivolse pertanto ai due divini indovini per chiedere se avessero dovuto fare l'uomo in legno. Ma gli uomini di legno non si rivelarono altro che automi saldi e attivi ma senza cervello; così Cuore-del-Cielo provocò la distruzione di questa nuova razza per mezzo di un temporale, cosicché anche gli animali e gli oggetti si rivoltassero contro gli uomini di legno privi di spirito. Solo pochi uomini di legno fuggirono nelle foreste e si salvarono, vivono ancora e sono le attuali scimmie. Cuore-del-Cielo allora compì un altro tentativo: creare una razza convenientemente rispettosa, per cui plasmò i primi quattro esseri umani a partire da un impasto di mais al quale, con una bevanda di mais fu data la forza. Avevano vista, udito, movimento, parola ed erano molto saggi, pieni di riconoscenza verso i loro creatori elevarono lodi agli dei. Le facoltà di questi uomini li rendeva troppo simili agli dei così fu deciso di soffiare nebbia nei loro occhi, e, per limitare la loro capacità di conoscere, fecero in modo che si scontrasse con il mistero. Gli dei crearono poi le donne per rendere felici gli uomini e per darle loro la possibilità di generarsi, da queste unioni nacquero tutte le tribù dei popoli maya.
Māori
Per i Māori la terra e la genealogia erano i riferimenti più importanti. Inizialmente esisteva Te Kore (il Vuoto) a cui fece seguito Te Poroa (la Notte). Da queste due divinità fecero discendere il Cielo e la Terra. Il mito della creazione Maori racconta che in origine il cielo e la terra erano uniti, quando Ranginui, il Padre Cielo, e Papatuanuku, la Madre Terra, giacevano insieme stretti in un abbraccio. Ebbero molti figli, ma questi vivevano nell'oscurità che vi era tra loro due: era una schiera di dei-bambini, ognuno dei quali aveva il controllo di una forza delle natura. Ma i figli desideravano vivere alla luce, e così divisero i genitori contro la loro volontà. Dalla luce che brillò dopo quella separazione, ebbero allora origine le cose animate ed inanimate: da uno degli dei nacque l'uomo. Il dolore per la separazione da allora affligge Ranginui e Papatuanuku. Le lacrime di Ranginui cadono sotto forma di pioggia verso Papatuanaku per mostrare quanto egli l'ama. Le foschie che si levano dalle foreste sono i sospiri di Papatuanuku quando il calore del suo corpo brama il compagno e continua a nutrire l'umanità.
Navajo
Secondo i Navajo in principio vi erano le Persone Sante, supernaturali e sacre: vivevano sotto terra in quattro mondi sottostanti. Una grande inondazione sotterranea forzò le Persone Sante a risalire in superficie attraverso un sentiero, dove ricrearono ogni mondo che incontravano. Negli ultimi mondi, la Donna del Cambiamento diede vita agli Eroi Gemelli, chiamati "Mostro dilaniatore" e "Figlio delle acque" che nel tempo vissero molte avventure, liberando il mondo dal male. Le Persone della Superficie, mortali, furono creati nel quarto mondo, e il Primo Uomo e la Prima Donna vennero creati dalle bucce del grano bianco e giallo. Gli dei insegnarono loro cerimonie, praticate ancora oggi.
Mitologia norrena
Lo stesso argomento in dettaglio: Cosmologia della mitologia norrena.
Dalle gocce di brina si creò Ymir, il primo essere vivente, padre dei giganti di ghiaccio. Insieme a lui nacque la mucca Auðhumla. La mucca leccò le pietre salate, generando Búri, il primo uomo. Da lui nacque Borr, e da quest'ultimo nacquero Odino, Víli e Vé. Odino e i suoi fratelli usarono il corpo di Ymir per creare l'universo, che consta di nove mondi. Posero il corpo sul vuoto, chiamato Ginnungagap, e usarono la sua carne per la creazione della terra e il suo sangue per creare il mare. Il suo teschio, tenuto su da quattro nani (Norðri Nord, Suðri Sud, Austri Est, e Vestri Ovest), fu usato per creare il cielo. Quindi, usando scintille da Múspellsheimr, gli dei crearono il sole, la luna e le stelle. Le sopracciglia di Ymir invece furono usate per creare un posto dove la razza umana potesse vivere; un posto chiamato Miðgarðr. I primi umani, Askr ed Embla, furono creati da tronchi.
Polinesia
Secondo le tribù polinesiane il mondo venne creato da una divinità, anche chiamata, Astan Gabum, che secondo loro diede origine alle montagne, e poi alla terra ferma. Con il tempo creò gli animali e li fece moltiplicare, fino a che per pura casualità non nacque l'uomo. Secondo i reperti presenti all'interno delle isole orientali della Polinesia, l'uomo era causa di un errore della divinità, la quale avrebbe desiderato una forma di vita più interessante.
Surat Shabd Yoga
La cosmologia dello Surat Shabd Yoga Yoga ritrae il complesso della creazione (il macrocosmo) come emanato e sistemato in una gerarchia spiritualmente differenziata, spesso indicata, da un punto di vista cosmogonico, come uova, regioni o piani. tipicamente vengono descritti otto livelli spirituali posti sopra il piano fisico, anche se nomi e suddivisioni all'interno di questi livelli variano. Tutti i piani che si trovano sotto le regioni puramente spirituali sono sottoposti a cicli di creazione e dissoluzione (pralaya) o grande dissoluzione (maha pralaya).
La costituzione dell'individuo (il microcosmo) è una replica esatta del macrocosmo. Di conseguenza il microcosmo consiste di un certo numero di corpi, ciascuno dei quali adatto ad interagire con il piano o la regione corrispondente nel macrocosmo. Questi corpi si sviluppano sullo Yoga attraverso l'involuzione (emanazione da livelli alti a livelli bassi) e l'evoluzione spirituale (ritornare da livelli bassi a livelli alti), includendo il karma e la reincarnazione in vari stati di coscienza.
Zen
Il tutto e il niente sono un tutto unico inseparabile. La filosofia Zen nega che la persona possa essere la causa scaturente. Nel parlare delle origini afferma che il piano dell'essere è la vera causa scaturente.
Zoroastrismo
Nella narrazione della creazione dello Zoroastrismo, Ahura Mazdā creò 16 terre, una alla volta, tali che ognuna di esse fosse sorgente di piacere per la sua popolazione. Dopo la loro creazione, Angra Mainyu intervenne con una contro-creazione, introducendo malattie e peccati di vario genere. L'idea dualistica di due spiriti primordiali, considerati gemelli da Zoroastro, riprende un prototipo delle mitologie indoeuropee.
Fonti testi di teologia- di storia antica -
IN QUESTA MITOLOGIA GRECA I DORI INDOEUROPEI , FURONO I PRIMI COLONIZZATORI DELLA ANTICA GRECIA , DA ESSI NACQUE LA MIA PROGENIA
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
Ad oggi anni 2022 - si parla dello spazio , di andare su altri pianeti ,ma a mio avviso bisognerebbe da subito curare ecologicamente il nostro di pianeta ,altresì curare le menti malate di alcuni che lo governano e che aborrono per sempre le guerre fratricide ,il resto E' STORIA - Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
LA NASCITA :La nascita è il momento dell'entrata in vita di un essere. Generalmente è considerata nascita il momento in cui un essere vivente emerge dal corpo della madre; dal ventre nel caso dei mammiferi o dal guscio come nel caso degli ovipari e ovovivipari.
Il termine è anche utilizzato per analogia per designare l'inizio di un periodo, di un fenomeno o ancora di una cosa inanimata.
L’infanzia è il periodo della vita di un individuo umano che inizia con la nascita e termina con la preadolescenza. C'è la fase della Adolescenza ove ogni pudore diventa una montagna ,ove ogni ostacolo un traguardo ,ogni emozione una bandiera .
L'adolescenza (dal latino adolescenziale, derivato dal verbo adolescĕre, crescere, da alĕre, 'nutrire') è quel tratto dell'età evolutiva caratterizzato dalla transizione dallo stato infantile a quello dell'individuo adulto. L'adolescenza si situa in genere nel secondo decennio di vita, anche se le sue espressioni fisiche, psicologiche e culturali possono iniziare prima e finire dopo tale lasso di tempo.
La fase della maturità : in questa fase si parla dello sviluppo umano è il processo di crescita di un essere umano nel corso della vita. Con il termine età si indica il tempo trascorso dal momento della misurazione a quello della sua nascita. Durante il suo sviluppo l'individuo passa attraverso diversi stadi di maturazione, caratterizzate da diverse fasi di sviluppo fisico e di abilità.
In biologia un soggetto è considerato adulto quando ha raggiunto, appunto, la capacità riproduttiva. Ciò si verifica nell'uomo con la manifestazione dei caratteri sessuali secondari e l'accrescimento di quelli primari, il che avviene di norma entro i 12-13 anni negli individui di sesso femminile ed entro i 14-15 in quelli di sesso maschile, sebbene tali limiti sono solo orientativi dal momento che il processo di crescita è influenzato da numerosi fattori, climatici, ambientali, legati alla maggiore o minore attività fisica e all'alimentazione e, secondo alcuni studiosi, anche psico-somatici.
LA FASE DI MATURAITA', DETTA ADULTA .
La giovinezza (chiamata anche gioventù, derivante dal latino iuventus) rappresenta quella fase, relativamente allo sviluppo umano, compresa tra l'adolescenza e la vita da adulto.
La fase adulta, per la scienza medica, ha invece inizio proprio con l'arresto della crescita generale, che può collocarsi, secondo le ultime attendibili ricerche, intorno ai 18 anni nelle ragazze, ed intorno ai 20 anni nei ragazzi.
L'accrescimento, infatti, prosegue anche dopo la maturazione sessuale e coinvolge soprattutto la struttura ossea e quella muscolare infatti un individuo giovane si distingue da uno adolescente dal fatto che egli è più robusto.
In alcuni individui di sesso maschile, inoltre, anche molti anni dopo la pubertà compaiono ancora peli sul petto o sulle gambe e si ha il completamento della distribuzione della barba facciale, senza che ciò rappresenti un ritardo nello sviluppo, avendo questi raggiunto la piena maturità sessuale.
LA FASE DI INVECCHIAMENTO .Con il termine del processo di accrescimento inizia la fase di stabilizzazione cellulare a cui successivamente segue la fase di degradazione cellulare, detta di invecchiamento.
Con senilità (detta anche vecchiaia o anzianità o terza età) che è il termine proprio riguardante la medicina, ci si riferisce alle età prossime al termine della vita media degli esseri umani, l'ultima parte del ciclo vitale umano. Vengono usati vari eufemismi per indicare le persone in età senile. Le persone anziane o vecchie nel termine generico più usato hanno limitate capacità rigenerative e sono più vulnerabili a disturbi, malattie e sindromi rispetto agli altri adulti.
LA FASE FINALE - LA MORTE !
La morte è la permanente cessazione di tutte le funzioni biologiche che sostengono un organismo vivente. Si riferisce sia a un evento specifico, sia a una condizione permanente e irreversibile. Con la morte termina l'esistenza di un vivente, o più ampiamente di un sistema funzionalmente organizzato.
Da qui la mia arringa finale DI QUESTO TEMPO MALATO .Sono convinto che i veri sentimenti hanno un sapore diverso fin da subito .I veri pensieri hanno una consistenza che lascia appagati ,liberi .Sono ancore di salvezza e punti di certezza sono rari per questo inestimabile è il loro valore .Ci sono strade che percorri volentieri nel corso della vita ,altre tortuose e difficili, fatte di esperienze e sacrifici , di fatica e di dolore perché ti ricordano momenti di vita vissuta in maniera unica, indimenticabile Se ne sai vedere le sue mille sfumature ,Se riesci a percepire le sue essenze. Se sai cogliere ed apprezzare ogni piccolo gesto come fosse il frutto di un raccolto insperato. Allora la vita può sorprenderti ,e può riuscirci sempre, ogni singolo giorno .
Se guardiamo dentro noi ci chiediamo cos'è un pensiero ?Sono le cose più belle non sono quelle che vedi, ma quelle che vivi, sono quelle che senti nel cuore e ti riempiono di felicità. Null'altro che il ferma libro dei ricordi! Dunque , non pentirti,anima ,non giudicarti se ritieni di essere nel giusto,cosa c'è di più bello al mondo che essere felici di ciò che si è .L'emozione dunque sale , e come una lacrima scivola sulla guancia arriva al lato della bocca e penetra tra le labbra unte del sapore ,a volte amaro, così lecco quella goccia salata e la ingoio e mi passa la malinconia, mi passa l’angoscia perché so che un’altra donna sta aspettando il mio sentire .
Ho cominciato a capire cosa fosse la bellezza della vita quando ho visto un sorriso accendersi di conseguenza al mio, quando ho visto occhi brillare sotto un mio sguardo e mani tremare al mio tocco. Ho capito quanto bella fosse la vita quando ho stretto la tua pace a me i valori del volere amare ancora. nel buio e sono stato capace di ritrovare la mia strada e la mia luce. Io lo so e ho paura di quello che una volta una donna mi ha detto: ti amo. Ho paura perché la mia dose di energia sembra inesauribile e perché continuo a sperare.
Noi bugiardi ,noi inquieti ,noi superbi ,noi amanti .Avevamo sfoggiato il meglio di noi, ridicoli commedianti ci affamavamo di sola apparenza, ingordi gozzovigliavamo, come lupi consumavamo il pasto del piacere come falchi ci avvinghiavamo e ci avventavamo sulla nostra stessa preda .Ed era la stessa voglia a renderci schiavi e credevamo d’essere felici. Ci amavamo e sognavamo. Ci amavamo e piangevamo. Ci amavamo e morivamo, entrambi. Come il primo giorno. Come l'ultimo. Quant'è facile parlare?Ci sono cose, sensazioni, che il mondo non capirà, che devi tenere per te, che semplicemente devi risolvere da solo mostrandoti sereno, anche quando fuori piove.
Mi sono seduto alla deriva, del mare, i miei occhi sono chiusi e immagino l'amore , immagino un'onda piena di innamorati, con tanti amanti che si baciano e sorridono e nessun vento arriva alla deriva .Tu vita tu che sai il senso io sono nullità senza nulla conducimi dunque ancora, nel suo respiro .Vorrei essere il buio della notte, per assorbire luce, purezza e bellezza dalle stelle. Vorrei essere la luce chiara della luna per avvolgere e confortare l'anima di chi ha paure, afflizioni il proprio dolore in silenzio e in solitudine muore .
Vorrei
essere l'amore, per sfiorare e aprire il cuore di coloro che vivono
prigionieri del gelo interiore e della rassegnazione .E infine vorrei
avere forza e coraggio sufficiente per combattere e sconfiggere il
mio "piccolo inferno" quotidiano!
Ti abitui perché pensi che sia meglio
della solitudine. Ci si abitua. Ma abituarsi non è amare .Ho
imparato a camminare con l'anima,solo con l'anima,altrimenti non
avrei potuto vivere in questo mondo fatto di materia,ho imparato il
prezzo dell'amore, che perdonare capire, ascoltare, mi ha reso forte,
anche se fragile nel mio essere,ho imparato,per vedere quel che gli
occhi non vedono,
per non morire ,in questo mondo fatto di un "io"
e mai di un noi.
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
Tempo Malato .
Mi sono seduto a guardare il mare e immagino l'amore ...
immagino un'onda piena di flutti sobri,
con tanta vena assorbo ciò che mi fu negato ;
con gli amanti che si baciano e sorridono .
Nessuno li vede, il vento li porta alla deriva
tu la vita , tu che ne conosci il senso ,
le loro storie innocenti , sono nullità senza nulla ...
conducimi dunque ancora nel tuo respiro .
Vorrei essere rugiada fresca per assorbire luce
purezza e bellezza in lacrime di stelle,
vorrei essere il chiarore della luna
l’altro me ,per confortare l’anima tua .
In silenzio e in solitudine muore il sereno
in subbuglio, si butta in aria ,
ci perdiamo nella giungla dei sensi
ove Dio in noi può germogliare ancora.
Tempo malato ,inquinati sono i tormenti
Vorrei essere l'amore...
per sfiorare e aprire primavere;
a coloro, che vivono prigionieri del loro gelo .
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
Introduzione .
L'arte oratoria era dunque già presente al tempo dei romani ove non solo la consideravano discussione di convivio ,di dialogo ,di espletazione per le discussioni ,era anche uno strumento letterale ove si spandeva la scrittura .
Da essa ne nacque l'arringa, discorso solenne pronunciato davanti a una assemblea o davanti a una giuria in tribunale nella fase del dibattimento . Con ciò la ritengo anche discorso ultimo di una presentazione artistica ove si esprime un giudizio finale ,quindi - la figuro anche come - Arringa finale - Detto ciò l'oratore o chi per lui detta le sue ragioni,o lasciti, nei testamenti , nelle varie scritture ove si esprime una volontà .A mio dire si propone nella letteratura ove sono molti i testi di narrativa ,ma anche di poesia .Quindi una prosa poetica che ha l'espressione oratoriale o declamatoria .
Preciso di non essere un avvocato ne un giudice , la mia esperienza mi porta ad analizzare il concetto ove ne traggo significato .
Quindi l'associo alla scrittura come definizioni narrante ove il senso porta ad una conclusione .
Parto dunque con la mia arringa finale
DI QUESTO TEMPO MALATO ANNI 2017
Romanzo critico sugli eventi dei nostri giorni ,del mio accaduto ,dell'ingiustizia sociale e della vessazione praticata contro la gente onesta , ove a volte la giustizia non ha una arringa finale ,ma crea complicanze maggiori verso gli indifesi ,
OVE GLI INDIVIDUI SONO SEMPRE PIU' ALLO SBARAGLIO .
Parlo un po' di me e i molti fatti di cronaca che ad oggi la notizia giornalistica e la tv ne è piena .Fu molti anni fa che decisi di comprare casa ,la volli col giardino perché a me piacciono molto i fiori mi piace curarli annaffiarli ,mi piace il loro profumo , è come avere una donna accanto ,potrei definirmi strano o esagerato , ma per me è un diversivo ,è uno sfogo mentale e l'associo molto al romanticismo alla poesia e vado subito a proporvene una .
Inodore il mio sentire.
È denso il buio
è inodore il mio sentire
è scarno è vuoto ;
è violento nell’anima mia .
Tu che hai bruciato arsure
non puoi scansarti nei flutti del mare ,
nei silenzi assopiti
tra le mille voci di un passato remoto .
Ti stordisce il fato
ti ha rapita col mio saluto ,
in assoluto il tuo bacio ;
roboante , e senza tregua .
Ti appigli a parole inutili
a drappi di conchiglie ,
si condensano in pensieri scarni ,
si cristallizzano i ricordi del passato ;
si azzuffano , negli ormoni impazziti .
Inodore è il mio sentire !
Pallido colore ch’è s’adombra e ama ,
crocifigge l’anima mia ,
devasta il sol peccato e m‘abbandona.
Col calare del sole odo brusii di foglie
è l’autunno che ritorna …
senza te ,senza un amore da amare ,
ma tu ,ritorni ed è sempre amore .
Poetanarratore .
Si, comprai casa e in quel tempo ero abbastanza giovane per sostenere i debiti ,avevo una piccola attività e potevo sopperire alle varie congruenze . Firmai un contratto con una agenzia e sembrava tutto regolare ,e dopo fatto il preliminare ebbi le chiavi .Sembrava tutto regolare ,,ma non lo era , questo signore dell'agenzia per un po non lo vidi e mi chiedevo che fine avesse fato ? Passarono mesi ed io andai più volte alla sua agenzia ,ma non lo trovavo mai ,dopo tempo mi fu detto che era in galera .Io rimasi malissimo aveva da me già incassato molti soldi e mi informai dal costruttore chi fosse veramente e chi altri potessero essere i proprietari dei quell'immobile ?L'architetto mi disse che è un truffatore e che il vero proprietario di casa era un altro ,.Il sangue mi salì alla testa e non capivo più nulla .
Mi feci dare l'indirizzo del vero proprietario e lo andai a cercare .Aveva una birreria in un luogo molto antico della città di Bergamo ,in Piazza vecchia , la città antica di Bergamo .Gli parlai e dopo che fui accolto gentilmente lui mi spiegò che aveva dato il mandato di vendita a quello dell'agenzia per vendermi la casa .Io gli piegai che ero dentro e da un po di tempo anche .Si disse lui , lo sapevo,ma non aveva preso nessun soldo e visto che era in galera rivalevo la casa .Io impaurito non sapevo più cosa fare e dire ,gli proposi di lasciarmi dentro ancora qualche mese in modo che potessi rintracciare il truffatore e farlo ragionare per farmi almeno ridare indietro i soldi .Si, disse lui ,va bene ,rimasi d'accordo che presto gli avrei fatto sapere qualcosa .
Passarono dei mesi ed io mi ero preso l'esaurimento ,non riuscivo più a dormire e se mangiavo qualcosa mi rimaneva sullo stomaco .Di notte guardavo il soffitto e ansioso aspettavo l'alba era come vivere un incubo ad occhi aperti .Mi recavo spesso all'agenzia e mai lo trovavo ,eppure doveva esserci, non capivo .Non lo denunciai perché volevo ottenere indietro almeno quello che gli avevo dato .Un giorno seppi che era uscito dal carcere ed io armato di santa pazienza andai. Mi ricevette con un sorriso ,un falso sorriso e mi spiegò cose diverse del suo accaduto e mi disse :si, non preoccuparti aggiustiamo tutto ,lo persegui per mesi con voce alta e tanta rabbia in corpo ,ma nulla da fare erano solo false promesse .
Ne parlai a un tizio che conoscevo da anni ed era una brava persona ma legata alla malavita .Mi disse di non preoccuparmi e che un giorno saremmo andati assieme all'agenzia .Nel frattempo il mio lavoro nella mia attività si raddoppiava io che ero esaurito non sapevo quale santo pigliare ,i vari impegni ,la salute che mi stava lacerando ,un tripudio che andava sempre più nell'inferno .Chiesi aiuto al Signore nostro Dio ,lo feci più volte pregando .In quel periodo mi capitò di tutto : la ditta per cui lavoravo per conto terzi fallì e anche li persi molti soldi ,in sostanza avevo lavorato per nulla .
Venne il giorno con cui andare assieme con il mio conoscente ed io al pensiero tremavo. Lui tranquillo mi disse , ma che fai ? Stai sereno risolviamo tutto in pochi minuti .Entrammo e lui , il truffatore era seduto ,non si aspettava che portassi una persona e mi chiese da subito chi fosse ?Non ci fu risposta ,il mio conoscente batté due volte i pugni sulla sua scrivania e gli disse : domani pomeriggio ritorniamo e voglio qui tutti i soldi con gli interessi maturati di tutto questo tempo inadempiente .
Il truffatore immobiliare rimase sbiancato nel sentire queste parole ,che tra l'altro il mio conoscente era un tipo esile ,piccolo, molto magro e non faceva paura a nessuno .Chi sei ,gli chiese l'immobiliarista ?Il mio conoscente gli fece due nomi e lo fisso in faccia con due occhi che gli uscivano dalla testa ,sembrava che se lo volesse sbranare ,lui piccolino gli fece paura .A si conosco i suoi soci passa pure domani che ti darò tutto .
Impressionante la cosa ,io ero stato un casino di volte da quell'infame a volte armato di coltello ,quasi lo volessi uccidere ,mentre quel mio conoscente con due parole risolse il caso .Il giorno seguente andammo e entrammo senza bussare ,il truffatore aveva preparato tutti i soldi compresi gli interessi e ce ne andammo senza nemmeno salutarlo . Io felice rinascevo ,non mi rendevo conto di ciò che stava succedendo ,ma in me c'era gioia ,erano tutti i risparmi di una vita .Chiesi al mio conoscente cosa dovevo dargli per il disturbo e lui mi guardò in faccia e mi sorrise .Non ti preoccupare quando mi sposo mi regali una lavatrice, io rimasi di stucco e gli dissi:solo quella vuoi ?Ma si guardati dai truffatori e cerca di non capitarci più ok .Si gli risposi abbracciandolo .
Ci fu il suo matrimonio e mi invitò ,di regalo come mi aveva detto gli feci una bella lavatrice e una sveglia per comodino ,rimase contento e mi promise che sarebbe venuto a trovarmi,ma dal suo matrimonio non l'ho più visto ne ho perso ogni sua traccia .A volte mi chiedo se era un angelo o un demonio ?Sicuramente uno di buon cuore e credo avesse aiutato chiunque .
Ripresi la mia vita con più coraggio il mio esaurimento si stava attenuando, non prendevo più i calmanti e riuscii ad essere me stesso .Ritrovai il mio equilibrio e continuai a lavorare nel mio negozio .
Da allora passarono anni , la poesia in me non era pronta o la ignoravo o non la consideravo perché la credevo irraggiungibile ,come se fosse una chimera dispersa nell'aria ,una evanescenza senza nessun appiglio .Correvo sempre , come io fanciullo che mi racconto in Giovannino ,non avevo attimi ,ne tregue ,la famiglia cresceva e dopo il maschio e la femmina arrivò un'altro maschio ,il laboratorio in laboratorio proseguivo il mio lavoro e cambiammo casa .Comperammo una villetta molto carina con un bel po' di verde ove il giardino è ,la mia passione per i fiori, per la natura , ma io correvo ,come piccolino al mio paese per la strada sdrucciola ove c'era la chiesetta della madonna ,ove i miei passi furono l'infanzia il saluto per essa che le declamavo preghiera correndo nell'imbrunire della sera al tramonto di un'altro giorno .
Correvo e non ebbi fiato per dare un respiro all'amore ma a perdere la testa dietro i truffatori che si susseguivano ,come larve si appiccicavano al primo sbaglio ed era difficile staccarli .Per non parlare poi degli avvocati ,questi miravano solo alla parcella e davano brevi notizie come se dovessi tirargliele con una pinza dalla bocca .Dunque la tensione ogni volta saliva e mi avvilivo, non capivo in che mondo vivevo ?Non capivo se queste persone fossero umani , come facessero ad avere notizie di una mia debolezza negli acquisti dei macchinari , nelle vendite di attività ,nei vari passaggi di cambio casa .Credo che fiutavano la preda per poi spennarla .
L'arringa finale non finiva mai ed io ero stanco di mal di vita ,di quella tortura psicologica e morale ,dei miei nervi che cadevano a brandelli tra le ombre ,si frustravano nelle notti negli incubi ,i più feroci e cattivi .
Cercai conforto nella mia famiglia ,con i miei figli con i miei fratelli e sorelle ,con me stesso esausto da ogni lotta , da quella vile prepotenza che mai avevo conosciuto e da sempre deriso .IO , che venivo da una terra solare pena di sole e mare ,di aria buona e gente genuina ,la mia Campania . L'irpino dal cuore tenero e generoso ove il mio sorriso lo avevo stampato sul mio viso .
Dopo alcuni anni di fatica correvo ancora tra scuola ove lavoravo e laboratorio ,ove ogni difficoltà veniva sanata .I debiti erano sempre tanti e il capitale dei beni saliva ma nulla rimaneva ,rimaneva la soddisfazione di vivere la mia famiglia ,di essere indipendente e non ringraziare nessuno ,dunque la calcolo come una delle tante arringhe almeno in qualcosa avevo soddisfazione .Oltre la tata per i figli ebbi delle lavoranti e tutto procedeva per il meglio in quell'inferno di vita ,di sacrificio ,di poco tempo per amare l'amore ,di essere se stesso e decidere una buona volta da solo .
Uscito dal buio ripresi la mia vita ,i ragazzi oramai erano grandi e camminavano da soli ,respirai aria nuova e nella villetta mi ero creato il mio paradiso di fiori , di reagire al nuovo .Un bel giorno andai a fare spesa e fu per caso che incontrai un tizio con un piccolo banchetto ove riproducevano pergamene onomastiche ove sopra veniva stampato la provenienza del casato di appartenenza .Vollero diecimila lire,allora non c'era ancora l'euro ed era meglio .Pagai e portai a casa la pergamena ,la lessi e mi dava notizie della mia antica famiglia ,notizie molto articolate ma significative ,di casato nobile e di antica provenienza Greca .
Da tempo desideravo sapere qualcosa e finalmente quello fu lo spunto per iniziare a studiare la genealogia ,la ricerca dei miei antenati .Questo mi prese a tal punto che ogni attimo ,ogni tempo per me era prezioso a ricercare e a comporre la storica storia .Mi organizzai nell'enorme taverna e l'adibii a studio .Andai in molti archivi di stato di tante città d'Italia e trovai moltissimo materiale antico:atti notarili , reliquie dei nobili ,manoscritti autentificati e persino una vasta raccolta di alberetti sulla mia famiglia .La famiglia De Maffeo di cui io ne faccio parte nasce a Volterra e in quella repubblica aristocratica già dal 850 dopo cristo si ebbe notizia della mia gente con provenienza Greca .
E nel percorso di questo mio studio che durò un decennio tra i tantissimi documenti trovai dei versi, erano sonetti di un certo Giovanni Maffeo di Verona .Arrivai alla conclusione e dopo avere scritto e narrata tutta la storia e composto i tanti rami di VERONA , VENEZIA ,NAPOLI , AVELLINO , TORINO , DI MIRANDOLA , DI MANTOVA E BRESCIA ,DI BERGAMO E DI ALTRE CITTA' Italiane .Paresi respiro ,mi capitò ancora di leggere tra i tanti documenti altri versi dei miei antenati e capii che molti di esse erano stati letterati .
Un giorno fu per caso e nel avere provato tanta gioia per avere finalmente finito volli dedicare loro una mia poesia ,fu la prima .
Progenie.
Progenie.
Ho
cercato da tempo una croce
dispersa nel sangue
nelle vene del
mio gene….
e nasceva in quella valle
la mia gente
veniva
da lontano
a cavallo di un destriero…
ed io nacqui genuino
da
un seme di un prato
all'alba di un mattino,
e fui presto
designato.
crescevo la mia vita
all'ombra di una
quercia,
raccogliendo i loro nomi
per farne grande
gloria…
Progenie arrivate da lontano
da una civiltà
Greca,
narratori di una storia
portatori di una stirpe.
Il
casato fu creato
a Volterra fiorì il ceppo
la loro insegna
hanno lasciato
dando voce al guerriero.
Il cervo rampante
è
lo stemma
Luzio il fondatore
di stirpe antica Cavaliere.
Giovanni Maffeo .
IL
POETA NARRATORE.
Dedicata alla nobile famiglia
Maffei
Da subito credetti d'essere capace di darmi l'arringa finale ,che finalmente la mia salute riprendeva forza e volli continuare a scrivere .Il tragitto che oramai avevo completato con la genealogia e le tante storie del mio lavoro e le vai incombenze travagliate mi andavo a cercare altro pane per i miei denti ,non sapevo cosa volevo veramente ,ero inquieto ,stizzoso ,arrabbiato con me stesso e nulla mi soddisfava , forse la mia quieta non l'avevo ancora ottenuta .Oramai non praticavo quasi più la genealogia ,avevo completato il tutto ,restava solo da fare il libro ,ma questo lo ritenei superfluo e accantonai l'idea ,forse un giorno verrà pubblicato .
Era l'epoca che iniziava ad andare in voga internet ,erano gli anni settanta ,molti non sapevano nemmeno cosa significasse ,mentre i mie due ragazzi si interessarono e fecero addirittura assemblare un computer .Cominciai ad imparare qualcosa, rubavo ai miei ragazzi le loro capacità e le tenevo preziose nella mia memoria .Un bel giorno capii che attraverso un motore di ricerca si poteva ricercare qualsiasi notizia e digitai : poesia ; vennero fuori una marea di pagine ,di autori, di siti letterari di ogni ben di Dio che riguardasse la poetica ,mi concentrai su un sito letterario e mi iscrissi .
Pubblicai la mia prima poesia ed ebbi critiche a non finire ,offese ingiurie e altro di becero e disgustoso .Pensai tra me :allora è vero che la poesia è irraggiungibile? Furioso lottai come una tempesta in pieno uragano ,dovevo comunque ammettere che ero sgrammaticato e non conoscevo nessuna metrica o assonanza per dare musica al verso .Piovve di tutto su di me ,io che avevo finito altre storie dannate mi cercavo un'altro martirio ,forse come detto cercavo quell'amore che non mi fu dato ne da piccolo ,ne da adulto e lo cercavo nei vari, ove poi con tanta fatica e grinta portavo a termine ,come ora faccio con la prosa narrante .
Passarono tempi in cui lottai e perfino mi feci venire la pressione alta ,avevo appena compiuto quarantacinque anni e non me ne ero reso nemmeno conto , tanta era la mia fretta di fare ,di disfare ,di ricostruire ,di prendere il toro tra le corna e a volte rimanevo incornato al tal punto che mi disperavo, lo volevo io e per molti versi mi stava bene .In quel sito letterario ci fu l'eccesso alla calunnia all'ignoranza ove la letteratura non centrava nulla ,ove ogni poesia perdeva il suo volto ,l'amore ogni fiducia .
Fu l'inferno in terra e comunque la mia caparbietà andò avanti fino al punto di incontrare gente e a partecipare a raduni ,ad ammucchiate che non erano per la poesia ,ma per soddisfare gli amplessi di qualcuno che sul sito si erano chattati e poi ebbero l'occasioni di fluire i loro coiti morbosi .Si, cominciai anche io a provarci gusto, molte le donne frustrate si proposero, io inesperto non capivo ,ignoravo, io boccalone ,perso idiota baciavo l'amore del disperato senza averne carne da affamare .Andai via da quel sito, anzi fui buttato fuori perché altri più scaltri di me erano dei lestofanti incalliti e con la loro cultura credevano di sapere tutto ma che così non era .
Mi presi per un bel periodo quella che fu lezione di vita ,me la presi tutta e mi feci il callo ,mi collocai in un blog e volli scrivere a piacimento tutti i miei pensieri e un bel giorno trovai sotto una mia poesia un commento :lei occupa uno spazio letterario ed è a mala pena mediocre ,al momento mi offesi ,ma analizzai bene la parola – mediocre – e tra me mi dissi che mediocre è tra i sufficienti, quindi o quello si era sbaglia a scrivere o ero io che non capivo bene ,fatto sta che nonostante tutto, che anche nella mia pagina personale venivo perseguitato ,continuavo cocciuto ,spesso me lo diceva mia madre da piccolo:sei un testone peggio di un calabrese ,io ero Campano, dunque non molto distante .
La mia vita continuava tra lavoro e poesia ,tra incontri e travagli ,tra incerti e furie di venti che spesso si accanivano contro di me. Ma facciamo un passo indietro ,a quando era acerba in me la poesia .Spesso d'estate si andava al mare con la famiglia ,sulla riviera romagnola ove il clima ,la gente il cibo è molto buono e per una famiglia come la mia era una località bella e accogliente .La sera le passeggiate sul lungo mare e a fare spese per negozi ,solito si andava a Igea Marina località che per molti anni soggiornai e con molto piacere a volte ci ritorno .Una sera di molti anni fa decidemmo di andare alla vicina Bellaria per passeggiare e vedere il porto .
Nel cammino trovai una libreria entrai per curiosare ,così , tanto per guardare ,vidi su uno scaffale un enorme libro ,lo presi e gli diedi una occhiata ,era la Divina Commedia di Dante Alighieri ,lo girai lo voltai ,ne lessi poche righe ,mah ,dissi tra me e me ,cosa me ne faccio?Non lo so ,ma l'istinto mi diceva di comperarlo ,era un bel libro ,forse già in me covava qualcosa per la poesia o forse era solo perché ero curioso .Lo acquistai col disapprovo della famiglia che mi dissero :cosa te ne fai ,sono soldi sprecati ,lascia perdere !Ma io testardo come un mulo lo presi e dopo la vacanza lo portai a casa .Lo misi in bella vista e per anni non lo lessi ,rimase lì alla polvere sopra a una mensola con altri libri che comperavo e mai leggevo .La stessa cosa feci con una enciclopedia letteraria del De Santis ,anch'essa ferma da anni a prendere polvere .
Comperai molti libri mai nessuno di questi letti ,forse non avevo tempo ,davo priorità alla passione per i fiori ,al giardino allo studio della genealogia e dunque nulla mi portava a leggere
anche perché a me non piaceva leggere e nemmeno adesso che sono un scrittore ,è un mio ideologico pensiero ,non leggere le cose altrui ,o forse per non sprecare tempo a cose da me considerate superflui e inutili ,considerate oggi distinte e cioè :io credo che ogni autore ,ogni artista debba essere unico nel suo genere e non racimolare idee altrui ,dunque si deve espletare solo la farina del proprio sacco e non copiare i sentimenti d'altri , anche se molti dicono che la lettura aiuta molto e si saggia la interazione delle molte locuzioni ,della sintassi e della grammatica oltre si ad approfondire e esporre le immagini necessarie per dare una completezza al racconto .
Insomma ero ,lo sono ancora , testardo ci dovevo arrivare da solo ,come le altre cose del resto che facevo e che sempre portavo a termine con pieno successo .Ero dunque come in precedenza scritto ,preso dalla genealogia e quello studio mi impegnava molto ,i libri che comprai erano sempre lì, e nei vari traslochi di casa rimanevano sempre più impolverati .Finito lo studio genealogico come detto nacque in me la poesia ,io che avevo quei libri cominciai a leggerne qualcuno :Il de Santis nella sua enciclopedia mi dava notizia di come la poesia ebbe la sua nascita ,di come furono i primi canti in lingua maccheronica ,di come fu la lirica poetica di un tempo antico e lo lessi, strana cosa lo lessi ,mi servì molto .Erano i primi tempi che cominciavo a scrivere ed ero curioso ad assaggiare il sapore della letteratura io che venivo da un rurale ero da sempre attratto ,ma da sempre trascurato .
Presi in mano il librone di Dante e a dire il vero da subito non mi piacque ,il linguaggi era tutto da analizzare ed io non avevo pazienza e lo posai ,lo misi ancora a prendere polvere per continuare a scrivere poverini pensieri che comunque per me erano importanti avevo infranto il tabù dello scrivere e mi resi conto che non bastava scrivere cazzate e per un po' di tempo lasciai perdere non faceva per me quel poetare ,che ero ignorante e sgrammaticato e non volli fare brutte figure .Dopo qualche anno come precisato i miei figli comparono un compiuter e mi iscrissi ad un sito letterari .Da lì ripresi mano la Divina Commedia il De Santis . La stessa Bibbia ove poi ne cavai alcuni cantici mentre leggendo la Divina Commedia ,ne trassi – La scala naturale della mia vita – Ispirata dallo stesso Dante , una politematica ove davo valore alla mia evoluzione artistica ,ove mi confrontavo nel mio essere un vero artista nato dal nulla ,dalla misera cultura ,dunque salivo l'evoluzione dei mie passi gradualmente da autodidatta .
Qui una mia poesia .
Ti Bacio l'amore
Lo dissero i tuoi occhi nel mentre ti toccai
l'anima:
l'amore ,lo hai tu da darmi ,tu regno dei fiori
baciami
quando lo desideri ....
I nostri corpi si sentono ,si cercano
a
pelle e sangue si fondono nel desiderio folle .
Bacio le tue
carnose labbra
quel lembo di pelle ove mi distendo e giaccio
,
ruggisco la stupenda resa
che snuda , l'imbarazzo dal pudore
,
cede all'olimpo l'immenso piacere .
Ti bacio l'amore , bacio
le tue mani i tuoi seni
il tuo ventre ,le tue gote ,il tuo sorriso
.
Tutta ti bacio!
Ove il fremito tocca il i tuoi battiti
s'apre al paradiso , al volere, dei tuoi tenui sospiri .
Ti ,
bacio nei sensi che sentono di brividi
nei timori dei godimenti
,nelle assopite rinunce,
ove la carne ,ebbrezza il sordido dilemma
colora di rosso i tuoi contorni .
Ove s'apre alla mente, ai
significati più alti :
alla tua voluttà ,le tue grazie ,ai tuoi
sentimenti .
Ed io ti bacio l'amore in te nasce piano, piano
da
rimorsi e paure ,da violazioni subite
dall'affetto che per te io
provo ,
dal grembo sacro del tuo cuore
ove la viva linfa sorge
e ti consola
Si , ti voglio baciare l'amore .
Giovanni Maffeo - Poetanarratore
Dunque presi per mano la poetica riversando su di essa tanta voglia di scrivere di poetare l'amore ,di sentire e sentirmi partecipe ad un mondo diverso e quello mi dava importanza ,mi dava la gioia di riuscirci man mano crebbi e divenni un contemporaneo ,divenni il Poetanarratore ,da molte donne chiamato – il poeta dell'amore per le molte poesie e romanze amorose, tema principale da me preferito .
Dunque quei libri dopo anni ebbero valore e cominciasi a comprarne altri di cui molti di poesia, molte ristampe dei trascorsi ,pochi dei contemporanei ,ma ne feci una buona scorta e ancora oggi li uso come espressiva per cercare le parole a me mancate ove nel tempo le ho sbocciate da solo dal mio cuore .
Venne il giorno della musica ,il canto romantico cominciò a sentirsi, lo sentii in me e fu musica ,fu il brivido del canto l'elogio migliore che io avessi potuto avere ,lo custodisco come un tesoro perché è a pochi concesso ,a pochi dato e donato naturalmente ove per magia nello scrivere testi tutto diventa musica ,i versi si congiungono come se fossero note .Trovai l'equilibrio poetico e la mia figura di poeta prese piede in tutto il mondo attraverso i social ,il web ,i blog .gli stessi siti letterari e pagine di letteratura e antologie curando poi la prosa ,i primi romanzi ,i primi palpiti d'amore per l'irraggiungibile letteratura ,la cruda filosofia .Per molti insegnanti professori di lettere fui l'eccelso io che avevo a mala pena frequentato la terza media .
Vorrei aprire una parentesi e tra virgolette sottolineare un reale : mi fu detto che poeta non si nasce da un giorno all'altro ed è vero tutto si muove piano, piano, adagio nella stessa volontà del volere e dell'essere ,nella stessa passione o ve si cela la meravigliosa poesia che sboccia dal desiderio dall'amore del volere ,dal vissuto e il ricercato ,dal bene e dalla sensibile cura con cui si evolve ogni sentimento .Capisco che per molti è irraggiungibile e può sembrare cosa rara ma come poeto in -La scala della mia vita ,bisogna salire a un gradino alla volta e non farsi male perché si può cadere da un precipizio di illusioni ,di fantasticherie e abusati elogi e gratuite pregi ove la sola convinzione forza il perbenismo .
Passando ad altro , la mia arringa finale fatica a concedersi e volto pagina conducendo il romanzo della mia esistenza , in un altro argomento .Portai in spalla molti fardelli e pesai la mia coscienza , molte le aspirazioni le proposizioni ,le arringhe finale da cogliere e valutare ,pochi i fatti ,era solo fumo e poco arrosto ,la guerriglia poetica sul web era spietata ,le donne ,le preferite ,si sa . Ebbi comunque la grinta di continuare a scrivere e furono molte le poesie acclamate ,volevo distinguermi e non cadere nel banale ,non volevo crogiolarmi e illudermi ,volevo altro,il essere compreso per ciò che scrivevo ,per ciò che narravo ove nella reale realtà raccontavo il mio vissuto e non solo ,anche storie vere d'altri e in prima persona ne coglievo e vivevo il senso .Come in Sesso senza amore –
Questo romanzo lo trassi da una mia partecipazione allo stesso vissuto e ne feci romanzo . A dimmi quale inferno vuoi – che ne raccontai l'essere donna ,l'essere uomo e di avere il bisogno di amare .A Viaggio del poeta – ove ci misi la mia vita .A Il sogno di una vita – in questo narro una storia vera accaduta . A molti poemi narranti e cantici spirituali .
La mia arringa finale va oltre e continua la sua infinita motivazione ;Continua con le ingiustizie sociali e le loro lobbie, le loro lebbrose facce che sempre più si inquinano e i poteri forti e le lotte di poteri . Ma mille sono i titoli da dare a questo mio scritto , lascio a voi la scelta ,io do per titolo ,TEMPO MALATO – per l'appunto che molte etiche morano i morali ,scoppiano al pensiero per la giusta causa .Parlo di mente in subbuglio perché altro non c'è da cogliere .Nel mio precedente racconto- Le storie di Giovannino ove parlo della mia infanzia nei diversi capitoli ,parlo appunto delle diversità delle epoche che si sono susseguite in questi anni ,io veterano di tre generazioni mi posso permettere di osservare e dire :parlo della ricostruzione d'Italia e altro... ma prima di seguire il concetto vi voglio fare appunti importanti e domandarmi domande sospese .
Si sono nato dopo la guerra il circa decennio dopo a un paesino dell'entroterra Irpina – Salza Irpina – AV – La guerra aveva lasciato tristezza e desolazione e ne notavo gli effetti di povertà ,di miseria .Capisco molto bene che ci fu una guerra mondiale e che moltissime le nazioni furono coinvolte ,come molti gli strascichi delle conseguenze .Mi chiedo però se fu necessario bombardare l'Italia ?Molti potranno dire perché c'era il nemico invasore ,ma sfogliando la storia non ho ben capito chi fosse veramente il nemico :se era il fascismo o il nazismo ?E da cosa veniva liberata ?La distruzione dunque fece molti morti ,tra i quali le violazioni e gli stupri che avvennero in
ITALIA -NE PORTO NOTIZIA DA QUESTA PAGINA WEB .
IL
CASO DELLE DONNE ITALIANE STUPRATE
DURANTE LA SECONDA GUERRA
MONDIALE
AL CENTRO DI NUOVE RICERCHE
La ciociara e le altre
di
Giovanni De Luna
Vennero a combattere in Italia da tutti gli angoli del mondo: americani, francesi, inglesi, tedeschi, neozelandesi, indiani, polacchi, senegalesi, marocchini, algerini, tunisini, nepalesi, ecc…. Per quasi due anni, dal luglio del 1943 al maggio 1945, subimmo una durissima legge del contrappasso: il fascismo che aveva inseguito i suoi deliri imperiali in terre lontane, portò la guerra sull’uscio delle nostre case, in un turbinio di stragi naziste (15 mila vittime civili), bombardamenti (65 mila vittime civili), rappresaglie, battaglie campali. Invasori, liberatori, occupanti, comunque si chiamassero, le truppe straniere guardarono all’Italia come a un paese vinto.
E si comportarono di conseguenza. Si materializzò così l’incubo delle violenze e degli stupri, l’altra faccia della «guerra al femminile». Anni fa, un bel libro curato di Anna Bravo, (Donne e uomini nelle guerre mondiali, Laterza, 1991) ospitava un saggio di Ernesto Galli della Loggia che utilizzava quell’espressione per indicare nella seconda guerra mondiale una straordinaria occasione di protagonismo per le donne, chiamate a interpretare ruoli inediti (per esempio sul lavoro), a svolgere compiti difficili, con il peso sulle spalle della salvezza dei propri uomini e della sopravvivenza delle proprie famiglie. Il lato oscuro di questa visibilità fu l’ondata di violenza di cui furono
vittime.
Lo spiega bene un libro più recente
(Donne guerra e politica, a cura di D.Gagliani, E. Guerra. L.Mariani
e F.Tarozzi, Clueb, 2001): gli stupri diventano per gli eserciti
vittoriosi l’occasione per l’esercizio di un potere anche
simbolicamente straripante, in grado di espropriare gli sconfitti non
solo della loro dimensione pubblica (il loro Stato, il loro
territorio nazionale) ma anche di quella privata, penetrando nelle
loro case, squarciandone gli interni domestici, spezzandone i legami
di cittadinanza insieme a quelli familiari e parentali.
Tra il
1943 e il 1945 sulle donne italiane si scatenarono violenze di tutti
i tipi e su tutti i fronti: sulla «linea gotica», i tedeschi
infierirono soprattutto nei dintorni di Marzabotto, quasi a voler
reiterare la strage in altre forme (Dianella Gagliani, La guerra
totale e civile: il contesto, la violenza e il nodo della politica );
sull’appennino ligure-piemontese, nel 1944, in sei mesi, si
registrarono 262 casi di stupro ad opera dei «mongoli» (i disertori
dell’Asia sovietica arruolati nell’esercito tedesco).
Ma niente può eguagliare l’orrore che investì le
«marocchinate»: è una brutta parola, ma allora la usavano tutti e
si capiva subito di cosa si parlava. Nel 1960, Vittorio De Sica ne
immortalò le sofferenze in un film che valse l’Oscar a Sofia
Loren. La ciociara era tratto da un romanzo di Alberto Moravia.
Paradossalmente, mentre il cinema e la letteratura trovarono subito i
modi per raccontare le scene che si svolsero allora nelle terre in
cui, a combattere i tedeschi, arrivarono le truppe delle colonie
francesi (non solo marocchini, ma anche tunisini, algerini, ecc...),
gli storici furono come bloccati, lasciando praticamente sguarnita di
studi e ricerche quella pagina dolorosa della nostra storia.
A rompere questo inquietante silenzio è ora un
libro appena uscito in Francia e di prossima pubblicazione anche
nella sua traduzione italiana: Jean-Christophe Notin, La campagne
d’Italie. Les victoires oublièes de la France, 1943-1945, Perrin,
2002. In realtà, come si capisce immediatamente dal titolo, a Notin
preme soprattutto indicare nella campagna d’Italia, «l’occasione
per la Francia di provare agli Alleati, ma anche a se stessa, che
continuava a essere una grande nazione». Grazie al loro impegno a
Cassino, nei furibondi combattimenti che si accesero sulla «linea
Gustav», i francesi riuscirono a riconquistare la stima degli
angloamericani, facendo dimenticare l’ignavia della capitolazione
del giugno del 1940, il collaborazionismo di Vichy, le ambiguità di
Giraud e delle truppe rimaste nell’Africa del Nord. E alla fine
vennero premiati: il trattato di pace del 1947 sancì una rettifica
delle frontiere alpine con l’Italia che assegnò alla Francia uno
spicchio di territorio pari a 709 chilometri quadrati. Pochi, ma come
sottolinea Notin, anche l’unico ingrandimento territoriale
conquistato in guerra dalla Francia in tutto il
Novecento!
I 130 mila francesi furono schierati
sul fianco sinistro della V° Armata americana e subito scaraventati
al fronte, nella fornace ardente di Cassino. E furono proprio i
soldati agli ordini del generale Juin i primi a sfondare, il 13
maggio 1944, i capisaldi della linea Gustav. Poi, «la furia
francese» (nel libro viene usato proprio questo termine) rotolò
lungo la valle del Liri, sconvolse il frusinate, proseguì verso
Nord, verso Roma, verso la Toscana e lì si fermò. Nell’agosto del
1944, dopo lo sbarco alleato sulle coste della Provenza, le truppe di
Juin furono richiamate in patria.
Alle loro spalle lasciarono ben 7485 caduti ma anche
una scia di lacrime.
Per Notin i «marocchini» non si arruolarono per patriottismo ma per altre ragioni: la prospettiva di un salario sicuro, la possibilità di acquistare prestigio guerriero, la fedeltà ai loro clan. Non erano solo «marocchini» ma provenivano da tutte le popolazioni più povere del Maghreb, gente di montagna, analfabeti nei cui confronti gli ufficiali francesi dovevano essere di volta in volta padri, saggi consiglieri spirituali, capi tribù.
Le loro figure intabarrate nei mantelli marrone
(burnous), i pugnali alla cintura, le voci di sgozzamenti notturni,
di orecchie e nasi mozzati ai nemici, alimentavano una fama da incubo
ancestrale.
Se dobbiamo credere a Notin, andavano all’attacco salmodiando la Chahada, («la Allah illah Allah! Mohammed Rassoul Allah!»), catturavano i tedeschi per rivenderli (500-600 franchi per un soldato semplice, il triplo per un ufficiale superiore) ai militari americani desiderosi di costruirsi una reputazione guerriera senza rischiare. La prima notizia di un loro stupro è dell’11 dicembre 1943; si tratta di 4 casi che coinvolgevano - secondo fonti americane - i soldati della 573° compagnia comandata da un sottotente francese «che sembrava incapace di controllarli». Notin annota: «sono i primi echi di comportamenti reali, o più spesso immaginari, di cui saranno accusati i
marocchini».
Tanto immaginari però non dovevano
essere se, già nel marzo 1944, De Gaulle, durante la sua prima
visita al fronte italiano, parla di rimpatriare i goums ( o goumiers,
come venivano chiamati) in Marocco e impegnarli solo per compiti di
ordine pubblico. In quello stesso mese gli ufficiali francesi
chiesero insistentemente di rafforzare il contingente di prostitue al
seguito delle le truppe nordafricane: occorreva ingaggiare 300
marocchine e 150 algerine; ne arrivarono solo 171, marocchine.
Dopo lo sfondamento della linea Gustav, la «furia francese» travolse soprattutto il paesino di Esperia, che aveva come unica colpa quella di essere stato sede del quartier generale della 71° divisione tedesca. Tra il 15 e il 17 maggio oltre 600 donne furono violentate; identica sorte subirono anche numerosi uomini e lo stesso parroco del paese. Il 17 maggio, i soldati americani che passavano da Spigno sentirono le urla disperate delle donne violentate: al sergente Mc Cormick che chiedeva cosa fare, il sottotenente Buzick rispose: «credo che stiano facendo quello che gli italiani hanno fatto in Africa». Ma gli alleati erano sinceramente scandalizzati: un rapporto inglese parlava di donne e ragazze, adolescenti e fanciulli stuprati per strada, di prigionieri sodomizzati, di ufficiali evirati. Pio XII sollecitò (il 18 giugno) De Gaulle in questo senso, ricevendone una risposta accorata accompagnata da un’ira profonda che si riversò sul generale Guillaume, capo dei «marocchini».
Si mosse la magistratura militare francese: fino
al 1945 furono avviati 160 procedimenti giudiziari che riguardavano
360 individui; ci furono condanne a morte e ai lavori forzati. A
queste cifre sicure occorre aggiungere il numero, sconosciuto, di
quanti furono colti sul fatto e fucilati immediatamente (15
«marocchini» solo il 26 giugno).
Si tratta comunque di alcune
centinaia di casi. Le fonti italiane danno cifre molto diverse. Una
ricerca in merito (Vania Chiurlotto, Donne come noi. Marocchinate,
1944-Bosniache, in DWF, n.17, 1993) parla di 60 mila donne stuprate.
Un numero enorme, spaventoso.
Fu proprio a Esperia che nacquero le
prime voci sulla «carta bianca». Come premio per aver sfondato la
linea Gustav, gli ufficiali francesi avrebbero concesso 24 ore in cui
tutto era permesso. Notin smentisce con forza. Resta il fatto che la
disposizione dei francesi nei nostri confronti non era delle
migliori: nessuno aveva dimenticato la pugnalata alle spalle del 10
giugno 1940, il bombardamento di Blois senza necessità militari, i
mitragliamenti delle colonne di rifugiati a sud della Loira.
Però pur ammettendo una certa riluttanza delle
autorità francesi nel punire le violenze, la disparità con le cifre
di parte italiana resta enorme. I nostri dati si fondano sulle 60
mila richieste di indennizzo presentate dalle donne italiane. I
francesi pagarono da un minimo di 30 mila a un massimo di 150 mila
fino al 1 agosto 1947. Da quel momento a pagare fu lo Stato italiano,
stornando i fondi dai 30 miliardi dovuti alla Francia per le
riparazioni di guerra. Molti problemi nacquero dal fatto che le
donne, oltre all’indennizzo, chiesero anche la pensione come
vittime civili di guerra e che per legge i due benefici non erano
cumulabili. Ne scaturì un groviglio di questioni burocratiche,
ritardi, lamentele.
A organizzare le proteste furono soprattutto le comuniste dell’Udi. Nel 1951 un’affollatissima assemblea di donne in un cinema di Pontecorvo affrontò la questione delle marocchinate, provocando un infuocato dibattito parlamentare. Il Pci, in piena guerra fredda, si fece paladino del nostro onore nazionale; nel 1966, in un clima politico radicalmente diverso, toccò al monarchico Alfredo Covelli risollevare la questione dei 60 mila stupri. Nel 1993 su quegli eventi è tornato Tahar Ben Jelloun, (Gloria Chianese, Rappresaglie naziste, saccheggi e violenze alleate nel Sud, in Italia contemporanea, n.202,1996).
Ma, indipendentemente dalle ragioni dell’«uso
pubblico della storia», in tutta quella vicenda restano
interrogativi pesanti e angosciosi. Ammettere di essere stata
stuprata è per una donna un’esperienza devastante. Eppure furono
in 60 mila a farlo. La spiegazione di Notin è raggelante. Su quegli
stupri furono messe in giro molte «voci» interessate: dalle
autorità francesi in Marocco che volevano sollecitare un rapido
rientro delle truppe a casa; dalla Santa Sede che ingigantiva le
dimensioni del pericolo islamico; dai tedeschi per spaventare le
popolazioni e per nascondere i propri massacri. Per il resto, la
colpa fu in parte della rilassatezza dei costumi delle donne
italiane, in parte delle abitudini tribali dei marocchini.
Per
parte nostra, solo una constatazione. Nei paesi colpiti spesso furono
i sindaci a raccogliere le richieste di indennizzo e, nell’interesse
della comunità, si arrivò a dichiarare la violenza anche quando non
era stata subita. Il fatto è che la miseria travolse anche il pudore
e le 60 mila marocchinate furono costrette a scegliere lo scandalo e
la vergogna di uno stupro «falso» per ottenere i soldi «veri» che
servivano alle loro famiglie e alla loro comunità.
Vi chiederete che liberazione fu, e perché ogni anno che si festeggia la ricorrenza non viene presa in considerazione questa storia di vigliaccheria e disgusto ?Come le foibe :
L'espressione massacri delle foibe indica gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della avvenuti durante la e nell'immediato dopoguerra ad opera dei Comitati popolari di liberazione. Il nome deriva dai grandi inghiottitori dove furono gettati molti dei corpi delle vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, "foibe".
Per i termini "foibe" e il neologismo "infoibare" sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi.
Il fenomeno dei massacri delle foibe è da inquadrare storicamente nell'ambito della secolare disputa fra italiani e popoli slavi per il possesso delle terre dell'Adriatico orientale, nelle lotte intestine fra i diversi popoli che vivevano in quell'area e nelle grandi ondate epurativi jugoslave del dopoguerra, che colpirono centinaia di migliaia di persone in un paese nel quale, con il crollo della dittatura fascista, andava imponendosi quella di stampo filo sovietico, con mire sui territori di diversi paesi confinanti.
Riflettete ;furono allora i tempi malati oppure oggi?
Comunque ritornando alla liberazione o distruzione ,chiamatela come vi pare fatto sta che molte antiche strutture come chiese e mausolei statue e arti in genere furono bruciate ,quindi fu una vera strage di bombe che ad oggi se ne trovano ancora disseminate in tutta Italia come da questo scritto che ne da memoria .
Ma come accennato la cosiddetta liberazione All'indomani della guerra mondiale del 1944 si trovò in una situazione economica, politica e sociale precaria e difficile. Il drammatico conto presentato dalla guerra in termini di perdite umane fu pesantissimo, divenuta fronte bellico con il dislocamento e, sovente, la perdita della casa e di ogni bene da parte di centinaia di migliaia di profughi che erano fuggiti dalle loro case trovatesi nel mezzo di assalti e bombardamenti. Alla situazione politica internazionale difficile, faceva da contraltare una situazione economica interna drammatica: l'Italia dipendeva in gran parte dalle importazioni oltremare di grano e carbone e aveva contratto pesantissimi debiti con gli Stati Uniti. Le casse statali Italiane erano vuote e ci fu il piano Marshall segretario di stato statunitense
Il discorso con cui l'allora annunciò al mondo, il 5 giugno la decisione degli Stati Uniti d'America di avviare l'elaborazione e l'attuazione di un piano di aiuti economico-finanziari per l'Europa che poi, per convenzione storiografica, sarebbe stato noto come "Piano Marshall", fu senza dubbio uno dei momenti più importanti della storia della politica internazionale nell'immediato secondo dopoguerra .
Ora vi chiederete :che tutto fu risolto e che ci dettero soldi benessere aiuti ,ma vi siete mai chiesto questi aiuti finanziari ed economici con quali interessi sono stati
PAGATI ,CON QUANTI SUDORI DI DENARO PUBBLICO ? DOMANDATEVELO!
Molte bombe ancora oggi vengono trovate tra i campi e fatte brillare .Mi chiedo se veramente era necessario bombardare l'Italia oppure fare una rappresaglia terrestre e evitare morte e distruzione e liberare l'Italia dai Tedeschi .
Molte le cose ingiuste le ignoranze ove l'arroganza trova il gregge ,trova l'analfabeta tenuto con forza sotto le pietre a vangare terra e spaccare sassi ,con la falce il pane della vita .Io che ho creduto ,ho pianto ,ho vissuto la vita di quei tempi quando il padre mio si guadagnava il pane sotto la luna ,non pote donare la rosa a mia madre .
Lui ci credeva a quella ideologia e ne faceva parte spirituale ,credeva ai politici di allora che rappresentavano il popolo ,i veri personaggi che fecero grande l'Italia e assieme costituirono la costituzione Italiana, non ci fu differenza di colori , ma la volontà di unire e fare forte la nostra nazione .Oggi a questo riguardo sarebbe opportuno rivedere e fare modifica di qualche legge che allora andava bene oggi no ,come detto in precedenza per i vari motivi ,i tempi cambiano anche se si rimane sempre con il TEMPO MALATO ,da curare ogni qualvolta la grande famiglia che è lo stato va alla deriva ,allora c'è bisogno di dare voce al popolo per eleggere il nuovo e sapere fare il meglio .Altra cosa :valorizzare le ideologie e renderle uniche per il bene di tutti che siamo i figli .Si , vi può sembrare che faccio la predica da un pulpito ,ma la realtà va vissuta capita messa in opera .
Ma io allora ero piccolo crescendo ho cercato di capire .Si è parlato tanto di globalizzazione che al fine c'è stata, come la N.A.T.O LE NAZIONI UNITE
La NATO Organizzazione del Trattato Nord Atlantico è una organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa. Il trattato istitutivo della NATO, il Patto Atlantico, fu firmato a Washington il 4 Aprile 1949 ed entrò in vigore il Agosto dello stesso anno.
Questo organo importante se ne parla tanto ma alla fine le potenze più forti agiscono a modo l'oro dovrebbe esserci più unione ,come l'unione europea ,anche qui fanno acqua da molte parti e ognuno agisce a modo suo ,vedi la strage degli migrati nel mediterraneo molti paesi chiudono le frontiere e alzano muri ,quando invece bisognerebbe nella comune accordo trovare la soluzione ad aiutarli ai loro paesi di origine. Si, si è voluto globalizzare , cosa non l'ho capito ?forse per risparmiare di pagare i dazi?E poi... mah la moneta unica che alcuni paesi sono rispettosi altri abusano raddoppiando le cifre come in Italia che abbiamo avuto il 50 per cento in più di spesa ,tra tasse e consumi vari .
Quindi le disuguaglianze
sociali tra la gente è aumentata al 30 e oltre per cento ,molti non
ce la fanno più ad andare avanti ,in più il degrado aumenta con
scippi , furti rapine e uccisioni ,leggi allo sbando che non danno
certezza della pena .Anche qui i tempi sono cambiati e non si fa
nulla per debellare questo sfascio sociale ove il pensionato che vive
con una minima non può pagarsi nemmeno le medicine ,troppa
desolazione che le apparenze vogliono nascondere e non mettere in
evidenza.... Un mondo che cambia ,la nostra Italia cambia ,cambiano
le abitudini e si va sempre più nel nascondersi , nel fare a meno di
osare ,di spendere perché c'è la nipote da aiutare ,la figlia da
dare , ed è una unico declino.
Poi parlano tanto di nascite
,anche qui già da anni dicono sempre le stesse cose, facciamo
aiutiamo ,poi il nulla. E' una presa in giro , la politica ha i suoi
fini e il popolo non ci crede più... Molti circa l'ottanta per
cento hanno acquistato casa,molti i mutui e i disoccupati ,una strage
.Come si fa mi chiedo a reagire?Un ricatto bello e buono ,se questa
massa ,milione di persone hanno questo piccolo tesoro che come detto
ricavato dal dopo guerra in poi con sacrifici dopo la ricostruzioni
con disagi e sacrifici a volte rimettendoci la vita .
Come mio padre che emigro negli
anni sessanta e poi trovò la morte con una malattia professionale
presa nell'ambenti lavorativo ove l'amianto era depositato e
maneggiato ,era meglio che se ne stava a lavorare la sua terra al
chiaro della luna e aiutato da chi poteva farlo già allora . Si, c'è
molta rabbia da smaltire ,rancore da consumare ,lacrime da asciugare
in questo tempo malato ,infernale e travagliato .
Si fa appello alle molte
difficoltà ci appelliamo a delle arringhe finali, a dei risultati
,per molti di altre fedi ,sono gli ultimi giorni... non credo sia
così ,è il volere che fa la storia , il popolo deve reagire e col
proprio voto cambiare le cose ,solo così possiamo armarci di
coraggio e lottare per la vera giustizia ove nuove leggi possano
aiutare tutti, ove le forze di polizia possano essere sempre più
forti e indipendenti ad agire... ove i giudici prima di sentenziare
facciano l'esame della loro coscienza .Specialmente con le anime più
deboli ove i bambini ci lasciano la vita .
Eppure si parla tanto di civiltà ,di nuove generazioni e nuove espressioni economiche e creative, ma in tanto si fa la fame , si vuole lo stipendio ben retribuito e si fa la corsa a Montecitorio ,qui lo stipendio è assicurato... ma fino a quando?Se molte ditte fuggono dall'Italia o chiudono ,non il primo imprenditore che si è ucciso e tutto resta inerme .ma come dicevo ,le anime più deboli vengono divorate dal sistema e messe agli angoli ,si dice che le conseguenze sono internazionali nonché mondiali ,che i flussi emigratori vanno via dall'Africa per il troppo caldo .Ora se così fosse tutta l'Africa viene in Italia o Europa,a mio dire è l'invasione voluta da pochi e tutto resta fermo senza reagire e fanno continuamente morire le migliaia di persone nel mare .
Se invece verrebbero aiutati a casa loro sarebbe la migliore soluzione .Come noterete seguo molti concetti, molti temi le cui storie si svolgono in questi anni 2017 e altro che fece la differenza per un quarantennio circa ove scorse latte e miele ,questo fu voluto come detto per la ricostruzione dopo i bombardamenti americani in Europa nel 1944 .Parlo principalmente degli eventi politici e economici ,le cause volute dei migranti ,di sospettose ipotesi per destabilizzare l'Italia e renderla più povera facendo entrare cani e porci ,addirittura miscelare una nuova etnia .
Dunque un disastro totale , i nostri padri che per avere indipendenza e giustizia sociale molti sono morti al fronte per avere una casa han sudato per ottenere giustizia hanno pagato il caro prezzo. Ora ci troviamo lo straniero in casa da mantenere e l'italiano fuori dalla porta quindi sicuramente qualcosa non va e sicuramente causa di molti attentati terroristici per aversi infiltrati tra i migranti e sparsi in tutta Europa ove hanno compiute stragi di bambini e gente comune che non ha nessuna colpa .
I vigliacchi dunque agiscono per conto di una loro intenzione di mettere sotto tutto il mondo occidentale e renderlo schiavo ,credo che anche questa ipotesi dell'invasione sia azione per poi fare reagire questi invasori e metterli contro la gente locale .Molte le disquisizioni sociali ,la povertà è sempre più evidente frutto di interazioni e contraddizioni ,scelte di amministrazioni scellerate ove il ladro legalmente gli viene dato possibilità di rubare e ci sguazza ,che schifo ,la disuguaglianza frusta a chi non riesce ad arrivare a fine mese per le normative prese con leggi folli sulle pensioni ove le stesse hanno prolungato anni e attese per prendere la spettata pensione ,dunque una ruberia di denaro di 2,3, 4 anni che cumulati ai tanti è un fiume di denaro per arrivare poi alla pensione con gli stessi diritti e la stessa pensione .Anche qui si disse per salvare l'Italia dalla forte crisi economica .
Mi chiedo, se il popolo potrà continuamente essere spremuto come un limone ,se fino a quando durerà questa misera condizione .Si usa tanto dire che al primo accenno di giustizia si dice che si fa razzismo senza contare a reazioni come il nazismo fece stragi di Ebrei oggi può nascere un secondo Hitler e dopo le violenze subite ,gli stupri ai propri figli ,le uccisioni a i propri cari ,qualcuno si può veramente girarsi contro facendo nascere le estreme reazioni politiche ,questo a mio avviso non è stato preso in considerazione perché la corsa all'oro è più interessante per riempirsi il portafogli e fare ciò che le pare .Anche qui le mille domande il caos come la vedo io ,si rischia la lotta urbana ,la guerriglia dell'anarchia ove ognuno agisce per proprio conto e si fa giustizia da solo .
Sarebbe lo sfascio di ciò che per anni abbiamo lottato e morti per ottenere un briciolo di pane .Non vorrei ripetermi ,ma ciò che raccolgo io nella mia mente c'è già in tutti voi e può sembrare poca cosa ,ma se analizzate attentamente capirete che molte ingiustizie hanno recato danno al nostro popolo e ricadono su di esso come macigno ove l'essere ha fondato radici e non ha più reazione o azione ,ha vincoli legati a tasse e mutui elargiti ove il sacrificio è stato forzato ,adagiato su false ideologie confidando all'appropriato voto .Dunque si resta come salami ,legati a un mutuo a un palo, a una casa voluta ,difatti l'ottanta per cento degli Italiani hanno una casa un mutuo da sopportare coni vari vincoli e garanzie che coinvolgono madri padri suoceri e dunque legati mani e piedi senza potersi liberare senza potersi reagire e protestare a questa strage di mal governo e di abusivismi e sprechi di carattere anche mafioso ove la illegalità si crogiola .
Non si può scendere in piazza e protestare ,non un gesto o parola si ha paura di perdere il poco che in tanti anni si è guadagnato e pagato di anni di sacrifici di interessi e tasse ove il sistema fiscale ha sempre dato condizioni , ha ridi contato persino i mancati guadagni ,ma forzato gli adeguamenti a gli onesti pagatori ,mentre a i furbi ancora oggi evadono il fisco ,trafficando merci prostituzione male affare e gente umana …
Questa oggi è l'Italia !
Resta sempre difficile farsi i conti per avere poi una degna sepoltura e non essere buttato in fosse comuni ,non ci può essere dignità una reazione a questi scempi quotidiani si hanno mani legate ,chi ha un lavoro è fortunato ,altri vanno sempre più allo sfacelo o emigrano lasciando posto ai miseri che vengono dall'Africa .Uno stato che non sa gestire queste cose non fa altro che agire contro se stesso .
Ci potrebbero essere più contribuenti più pulizia e ordine più economia ma invece tutto all'incontrario e i giovani vanno via ,come si ripetesse la stessa cosa che successe nel dopo guerra o in anni 1850 ,quando i primi Italiani andarono in America .Ci può essere una forza per reagire a questa carneficina sociale dando voce al voto e non a governi incostituzionali arrangiati alla meglio per tenere la poltrona e farsi le propri leggi ai solo scopi politici .La giusta politica che fa l'interesse del popolo crei ordine e polizia , solo da questo si può combattere il degrado sociale e creare nuovi posti di lavoro dando benessere e prosperità per la sicurezza di tutti e non essere continuamente derubati ma messi in condizioni di pagare tutti le dovute tasse ove i nostri figli ,nipoti possano studiare e lavorare in una forte economia. So che sono belle parole e a volte mi meraviglio pure io ,quasi mi sento un imbroglione o un prete ma bisogna insistere per non trovarci poi nella cacca della miseria .
Come voi saprete ,una volta il ladro rubava senza fare del male alle persone ,quasi ti faceva tenerezza lasciandogli i soldi sul tavolo per non buttare tutto in aria. Oggi sono professionisti ,ti bastonano ,ti uccidono,come detto le leggi sono troppo leggere e la polizia ha le mani legate ,i giudici pure loro non sanno come fare e questi assassini invado l'Italia .Giustamente i tempi cambiano come dovrebbero cambiare le molte cose ,le pensioni dei vecchi che sono misere per vivere una vita dignitosa .Ma bisogna essere ottimisti ,non tutto può essere perduto .Se un popolo reagisce ci può riuscire ,può avere la giusta giustizia ,le giuste leggi e non serve la politica o di essere schierato...
NO NON SERVE .Serve vivere la propria vita in libertà .E pensare che in Italia si potrebbe vivere di solo turismo per le moltissime e storiche arti o il buon cibo, o il mare o i monti … tutto ha l'Italia ha tesori artistici inestimabile. Non voglio fare retorica ,cadrei nel banale ove molti di voi già sanno ,ma il bisogno è vita e spesso se vuoi emergere devi pagare o sei truffato e perdi tutto o vai avanti a spintoni conoscendo l'amico dell'amico oppure se sei donna scendi a compromessi, a meno che l'altro sia Ghei e puoi insistere ,che schifo. L'ignoranza dunque ignora ,la fame rode la pancia ,il bisogno tradisce come se la miseria vuole a tutti i costi ignorare vuole tradire l'onesta che i nostri genitori ci han lasciato per emergere e avere e stare al passo coi tempi dando nuovi miti, nuovi personaggi e non rimanere con i soliti detrattori e con le loro ristampe di contenuti obsoleta, la vita si rinnova con i contemporanei con gente nuova ,con le nuove idee .
Come potete leggere le mie sono domande ,di un vissuto messo a confronto di un paradosso che ha lo stesso significato ,anche perché gli stessi governi che si susseguono non ci danno chiare risposte è necessario sancire il giusto ,parola grossa , parola che nella ricostruzione fu molto usata ,la così detta liberazione ;si quella epoca la vissi, come le altre di seguito ,ma si cade spesso al TEMPO MALATO – CON GLI STESSI PROBLEMI .le stesse necessari bisogni ove allora il companatico si consumava al chiaro della luna con fatiche si cresceva la vita tra le stalle e la miseria ,ma poi arrivarono le bombe e tutto fu sfacelo ,quello che fu costruito fu distrutto .
Vi chiedo di fare differenze e rifletter su questi concetti , vi chiedo di pensare perché ci fu tanta distruzione ?per poi pagare gli interessi a caro prezzo ,ancora oggi il debito pubblico è altissimo e ognuno di noi ha da pagare oltre i 30 mila euro a persona .Dunque questo è l'altro motivo perché non si fanno figli .appena nascono sono indebitati ,riflettete... .
Si vorrebbe ,parlo al condizionale , capire il perché ancora oggi continuano i conflitti ?Si continua a scaricare bombe ,credo non sia cambiato nulla dall'ultima guerra mondiale ,a fare crescere sempre più odio tra i popoli alimentare distane e ideologie ,religioni e pace .Si addossano colpe ad altro mentre è evidente il volere ad avere il potere e dominare su tutto ciò che si conquista .
Nascono dunque i califfati, gente spietata offesa che in nome di Dio uccide ,ma io mi chiedo:chi ha scagliato la prima pietra ,chi ha alimentato l'odio, chi ha armato le mani dei bambini innocenti con armi non convenzionali costruite nell'occidente ,specie negli stati uniti ..Finché tutto questo armamento non finirà continueranno a morire gente inutilmente continueranno a fuggire umani per le strade del mondo in cerca di pace manovrati dagli stessi aguzzini ,dagli stessi strateghi da chi ha le forti lobbie economiche e vuole dirigere l'orchestra con la bacchetta da casa sua ,riflettete … Riflettete quando c'è un attentato terroristico e perché questo si fa saltare in aria e uccide l'innocenza,PERCHE'??????? QUANTA è LA RABBIA del perché ,del non capire la paura , del pianto , di questa vita ove ci conduce al patibolo ,perché?
Si fanno molte cose in nome della religione quando invece c'è dietro un sommerso di altro, come detto odi e rancori ,come le stragi fatte contro gli Ebrei in Germania ,così allora ,così oggi ove può nascere altra pulizia Etica ,vedi in la guerra in ex Iugoslavia nel Cossovo ,in Croazia ,morti a non finire per volere le proprie terre occupate da emigrazioni di altri popoli ,questi fatti prima o poi continueranno perché causati da politiche sbagliate ove si vuole il potere a tutti i costi e avere la certezza poi del voto ,come un secolo fa successe in America con la politica razziale e ne beneficiarono i democratici ,mentre per molti anni i repubblicani stettero al palo ,ad oggi si sono presi la rivalsa per il troppo falso buonismo e i pochi fatti. In una Repubblica si deve creare costruire per guadagnare e dare beneficio a tutti e non assistenzialismo gratuito senza lavorare ,si crea il nulla .Si desume dunque che la troppa democrazia fallisce gli ideali ,che la troppa ignoranza affossa l'etica dei buoni ,dunque ci vorrebbe equilibrio sociale , ma anche mentale ci vorrebbe equità ,sobrietà e serenità per ottenere il meglio ,ma c'è?Ci vorrebbe più giustizia e libertà.
Il male dunque condiziona l'essere le ideologie ,i falsi credi che per avere una ragione vagano nel nulla professano la parola della bibbia in nome di Dio ,credendosi utili e importanti, quando invece è solo solitudine in un mondo in sfacelo ,a mio avviso si alimenta il male,altri i loghi per potersi redimersi e pregare anche perché non trovo concreo il convincere ad essere ascoltati ,quando in ogni casa si ha la bibbia e si può intenzionalmente capirla e leggerla Mi chiedo se veramente la pazzia sia invasa nelle menti più fragili e per gratificazione vagano nel nulla a rappresentare quello che Dio ha già dentro in tutti noi .,menti sconvolte ,confuse frustrate da una serie di delusioni e afflizioni ,da una solitudine che non trova voce e lascia strascichi di amarezza .
UNA MIA POESIA .
L’ultimo tuo giorno .
Finì in una bufera di parole il tuo urlo
fu , l’ultimo tuo giorno …
La tua immagine non è più la mia ,
la tua bellezza su altri specchi si fletteva .
Fuggivi da me per incontrare la triste luna ,
il lamento innocente , s’azzittiva ,
si apriva violenta nei ricordi li congela ;
veemente attinge alla sacra eucarestia .
Fu l’ultimo giorno ,l’ultimo bacio !
Col soffio d’una brezza azzittivi i falsi pianti ;
ove in ogni idillio sgretola pensieri ...
oggi , dentro te platea il tuo inferno .
È si contorce l’anima mia …
sale spietata dal ventre della vita ,
s’avvinghia permalosa ,si screpola indomita ;
nell’inerzia del silenzio la bocca cuce .
E batte l’ora saetta in tracce chiuse
forse è pietà , è poesia ?
Un verso da citare nei momenti folli,
ogni qualvolta che mi chiami .
Non mi apparve più l’orizzonte al di là del mare …
Giovanni Maffeo - Poetanarratore .
altre furono le strofe del tuo amore ,
altri i gridi di donne da amare ;
nell’ultimo tuo giorno ,apro a un’altra il mio cuore .
Giovanni Maffeo -Poetanarratore .
Dunque chi non uccide con l'arma ,uccide con la mente ,con parole già scritte ,non siamo apostoli ,siamo esseri che non devono dare e avere condizioni ,ma essere liberi di professare la parola del nostro signore ,lui appartiene a tutti noi senza crocifiggerlo più volte sulla croce .Sono quasi al termine di questo racconto ,direi esperienza capita negli anni messa a confronto con i vari scetticismi e locuzioni, con le similitudini che sempre ci somigliano ,siamo tutti noi a poterci difendere a lottare per avere ,si perché la vita è lotta è sacrificio e dovere è cibo da sudare per vivere e godere .La mente umana è ampia ,ha l'immensa convezioni da ciò valutare il meglio di noi di chi ci sta accanto.
Vi lascio dunque le mie domande , le vostre e mie riflessioni che penso si possono ottenere risposte in un sistema onesto e corretto ove la legalità può essere sostenuta e rafforza dalle nostre stesse forze ove il cammino della vita può essere sempre più sicuro .
Giovanni Maffeo – Poetanarratore .